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244 persone scomparse nel Lazio. 3 gli ultimi casi irrisolti ai Monti Prenestini


È stato presentato oggi il rapporto sulle persone scomparse

Dei 918 cadaveri ai quali, al 31 dicembre 2019, le autorita’ competenti non sono ancora riuscite a dare un nome, 244 sono del Lazio che e’ la Regione italiana a detenere questo triste primato. Di questi 244, 6 casi riguardano corpi recuperati in mare e 48 in fiumi o laghi. Ci sono poi la Lombardia con 129 corpi non ancora identificati, e la Campania con 80. I dati sono contenuti nella 22esima relazione del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, Giuliana Perrotta, presentata oggi a Montecitorio.

Il capogruppo Demos alla Regione Lazio, Paolo Ciani, ha depositato un emendamento al disegno di legge collegato alla Finanziaria regionale per attivare un Osservatorio permanente sulle persone scomparse del Lazio. La decisione è stata presa a causa dell’aumentare di questo fenomeno drammatico, al terzo posto per denunce dopo Sicilia e Lombardia. Compito dell’Osservatorio sarà quello di promuovere azioni per agevolare la ricerca e il monitoraggio delle persone scomparse, attivare interventi di assistenza materiale e psicologica per le famiglie, promuovere iniziative formative, informative e culturali sul fenomeno.

TRE CASI AI MONTI PRENESTINI

Due anni fa televisioni e media italiani si sono appassionati alle storia di Giancarlo e Stefano, i due uomini scomparsi nelle campagne di Cave e Palestrina in circostanze misteriose. Oggi i due gialli sono ancora senza soluzione, ma il ricordo di queste persone rimane nel cuore di famigliari e amici.

Stefano è sparito l’8 marzo, Giancarlo dal primo giugno. Formalmente il primo è di Palestrina, il secondo di Cave, in realtà i due abitano a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, in località San Bartolomeo, a confine tra i due paesi. Una delle particolarità riguarda il telefono cellulare di Chialastri, agganciato per l’ultima volta – la sera della sparizione – in un’area adiacente l’abitazione di Scuderi.

Inoltre entrambi gli scomparsi erano in cura al Cim di Palestrina, anche se con patologie diverse e non particolarmente gravi, visto che entrambi sono in possesso di patente auto. 

Non avendo trovato indizi di colpevolezza, gli inquirenti hanno sostenuto fin dall’inizio la tesi dell’allontanamento volontario. Ma sulla loro scomparsa le ipotesi al vaglio sono molte di più (LEGGI ANCORA QUI)

IL CASO DI MARIO

Si accende invece una speranza sul signore scomparso a Poli.

Mario Paolucci sarebbe stato avvistato intorno alle ore 15:00 di venerdì 14 febbraio, giorno di San Valentino, a Roma nei pressi della Stazione Tiburtina.

A rivelarlo l’Associazione Penelope che, sin dagli esordi di questa complessa vicenda, ha seguito passo passo il caso.

“Il sig. Paolucci   – confermano gli esperti di Penelope – era da solo e camminava incerto, curvo, faceva piccoli passi e poi si fermava. Portava un berettino con visiera e un paio di pantaloni beige. Gli stessi abiti che indossava il giorno della scomparsa.”

Da subito sono stati effettuati dei sopralluoghi, è stata allertata la Polfer della stazione e  sono state richieste le immagini delle telecamere.

Il Maresciallo Maggiore Antonino Riccardi, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Poli, effettuerà un’ulteriore “battuta a terra” per scandagliare i meandri della Tiburtina, che ospitano comunità di senza casa, vagabondi, senza fissa dimora ecc.