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27 gennaio, quel che è accaduto non può essere cancellato

Oggi 27 gennaio è il giorno della memoria. “Quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo”. Nelle parole di Anna Frank è racchiuso il senso di questa giornata per non dimenticare tutte le vittime di una delle più brutte ed orribili pagine che la storia ci ha consegnato. Il dovere di non dimenticare descritto da Primo Levi: “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”.

È il 21esimo anno che l’Italia celebra questa importante ricorrenza e oggi il pensiero non può non andare anche a tutte le persone che stanno lottando in questa guerra dal nemico invisibile. Secondo quanto indicato dall’Onu  “l’Olocausto, che provocò l’uccisione di un terzo del popolo ebraico e di innumerevoli membri di altre minoranze, sarà per sempre un monito per tutti i popoli sui pericoli causati dall’odio, dal fanatismo, dal razzismo e dal pregiudizio”.

Un monito per ricominciare, per ricostruire quell’idea di Nazione fondata sui principi del diritto e dell’uguaglianza

Oggi non è una semplice “celebrazione”: conoscere ciò che è successo in passato è importante affinché simili eventi non possano più accadere.

L’editoriale di

Sandro Compagnoni

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