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A Poli una grande coperta contro la violenza sulle donne


Alta 180 cm e larga 150, composta da 30 quadrotti di lana, cuciti dalle donne di Poli. Oggi la cerimonia di consegna

E’ una grande coperta alta 180 cm e larga 150, composta da 30 quadrotti di lana, cuciti dalle donne di Poli “per ribadire il no di tutte noi alla violenza sulle donne”. E’ un’installazione collettiva, e progetto d’arte collaborativa, “per riflettere sulla donna e contro la violenza”. E’ un’azione di condivisione. E’ un simbolo “per dichiarare la consapevolezza delle donne e del loro essere insieme, ma deve soprattutto manifestare la voglia di cambiare le cose”.

E’ molte cose la coperta che, in occasione della “Giornata mondiale contro la violenza sulle donne”, (causa Covid) solo una delegazione di donne, composta dalla amministratrici del Comune di Poli, ha consegnato a “La Sibilla”, il centro antiviolenza di Tivoli, nato nel 2018 per “condividere con le donne l’idea che la violenza si può fermare cominciando dalle donne stesse”.

A ritirarla, Elisa Memeo, operatrice del Centro gestito dall’Associazione “Differenza Donna”, la ONG che opera, da più di trent’anni, “con centinaia di socie e un ampio ventaglio di iniziative tendenti a modificare la tradizionale percezione culturale nei confronti del genere femminile e a ricercare forme efficaci di intervento e superamento delle difficoltà più diffuse tra le donne”.

In collegamento web, è intervenuta la Consigliera regionale Eleonora Mattia, che ha portato la sua preziosa testimonianza non solo in qualità di Presidente della IX Commissione per le Pari Opportunità ma, innanzitutto, come donna fatta oggetto di  “un’aggressione virtuale, violenta e sessista” nel corso di un’iniziativa politica on line di qualche giorno fa.

“Dalla sua istituzione – racconta Elisa – il Centro di Tivoli ha offerto consulenza telefonica informativa e orientativa, sostegno sociale, sostegno psicologico, ascolto, consulenza legale a circa 300 donne vittime di violenza, avviando per esse e per gli eventuali figli minorenni percorsi personalizzati che comprendono assistenza psicologica e legale”. 

Il Centro accoglie anche le bambine e i bambini vittime della cosiddetta violenza assistita. “La violenza, cioè, – spiega ancora la Memeo – a cui i minori assistono tra le mura domestiche. I protagonisti sono generalmente due figure adulte: la madre vittima di violenza  e il coniuge o  un partner aggressivo. A volte le azioni di maltrattamento si possono sviluppare attraverso abusi fisici, psicologici e sessuali  compiuti su fratelli e sorelle del minore che assiste”.

Per intervenire in modo concreto su questo fenomeno, che viaggia ancora in modo sommerso, a dicembre partirà il “Progetto Codice Rosa”, due sportelli antiviolenza, che saranno attivi fuori degli ospedali  “Parodi-Delfino” di Colleferro e “San Giovanni Evangelista” di Tivoli.

A Colleferro la struttura sarà in funzione già da martedì 1° dicembre dalle 9.30 alle 13.30. Mentre a Tivoli, lo sportello sarà a disposizione ogni mercoledì, sempre nella fascia 9.30-13.30, con in più la reperibilità h24 chiamando il numero 342 014 1671

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