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A rischio quasi tutti gli apparecchi Awp e Vlt nel Lazio

Già il prossimo mese potrebbe spegnersi la quasi totalità degli apparecchi VLT e AWP dislocati sul territorio laziale. Salvo, infatti, eventuali dietrofront dell’ultimo minuto, entrerà in vigore la normativa varata dalla Regione Lazio, contro la quale si erano appellati circa 12.500 lavoratori del comparto del gioco pubblico, che rischiano di trovarsi senza occupazione.

Alcune misure della L.R. Lazio 5/2013 sono state fermamente contestate anche dalle principali associazioni di categoria, fra cui il distanziometro che, secondo le stime, sulla città di Roma porterà a un’interdizione pari al 99,7%. La normativa inciderà sui punti retail del gioco fisico, ma non ovviamente sui canali online, che rimarranno a completa disposizione degli utenti.

È tuttavia risaputo che, per quanto il comparto online sia stato oggetto di crescita massiva negli ultimi anni, non tutti i giocatori lo ritengono un valido surrogato del gioco dal vivo, che viene talvolta preferito, soprattutto per alcune particolari categorie di gioco: questo potrebbe portare a pericolosi avvicinamenti alla sfera del gioco illegale, che potrebbe vedere rinvigorite le proprie fila di utenti.

Il Presidente del Sindacato Totoricevitori Sportivi Giorgio Pastorino si augura che la Regione Lazio blocchi l’entrata in vigore della propria legge e instauri un dialogo costruttivo per studiare in modo congiunto le migliori soluzioni per la lotta al gioco patologico e al gioco illegale. Ha inoltre garantito disponibilità a ridurre la penetrazione del gioco sul territorio e a investire nella formazione e nella collaborazione con gli enti locali per ridurre i risvolti negativi in ambito sociale del gioco. 

Pastorino riconosce, infatti, come il gioco legale costituisca un’opportunità, contribuendo al gettito erariale e creando posti di lavoro, ma ammette altresì la possibilità che induca i soggetti più fragili a perdere il controllo della situazione.

Il punto focale della normativa regionale che sarà in vigore da fine agosto, concerne la lotta alle ludopatie, argomento particolarmente delicato per tutte le regioni: i costi di gestione sono, infatti, a carico degli enti locali. Sul punto, l’assessore della Regione Umbria Luca Coletto, nel proprio intervento presso la Commissione parlamentare – facendo le veci del Presidente Fedriga, impossibilitato a partecipare – ha esternato la necessità di verificare se l’incasso derivante dal gioco pubblico sia sufficiente a coprire i costi delle cure per i giocatori patologici. Ha inoltre proposto una compartecipazione degli enti locali alle entrate di gioco al solo fine di destinare tale denaro alla cura dei giocatori patologici.

Il Sottosegretario al MEF con delega ai giochi, Federico Freni, ha scritto al Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, per sollecitarlo a valutare l’eventualità temporeggiare rispetto all’introduzione di nuove normative, in vista del riordino dei giochi a livello nazionale che è in corso. La legge delega dovrebbe essere presentata al consiglio dei ministri entro l’estate, in ritardo sulla tabella di marcia, ma Freni si dice speranzoso della conclusione dell’iter normativo per la legislatura in corso.

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