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A Valmontone il vaccino Johnson & Johnson, ma la società americana sospende la distribuzione


L’annuncio della Regione Lazio, ma oggi le dosi sono ferme a Pratica di Mare. L’Usa dice stop. D’Amato: “Bisogna fare chiarezza”

 Johnson & Johnson “rinvia la distribuzione” del suo vaccino anti Covid in Europain seguito alla decisione di una “pausa” presa dalle autorita’ sanitarie Usa per sei casi di trombosi segnalati.

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Johnson & Johnson precisa che sta anche “esaminando” con le autorita’ europee i sei casi di trombosi segnalati in seguito alla somministrazione del suo vaccino. “Stiamo collaborando a stretto contatto con gli esperti e le autorita’ sanitarie e sosteniamo fortemente una comunicazione trasparente ai professionisti della Sanita’ e ai cittadini”, si legge in una nota. “La sicurezza e il benessere delle persone che utilizzano i nostro prodotti sono la nostra priorita’ numero uno”, aggiunge il gruppo farmaceutico spiegando che l’azienda e’ “consapevole che sono state segnalate delle patologie estremamente rare in un piccolo gruppo di persone che hanno bassi livelli di piastrine in seguito all’utilizzo del nostro vaccino anti Covid-19”.

Le 184mila dosi del vaccino Johnson & Johnson si trovano nell’hub della Difesa a Pratica di Mare, dove rimarranno “stoccate” in attesa delle verifiche sui rari eventi avversi segnalati. “Nei nostri container le dosi possono essere conservate fino a due anni, c’e’ tutto il tempo per gli accertamenti del caso e poi procedere”, ha spiegato a Rainews 24 Stefano Sbaccanti, della struttura commissariale per l’emergenza Covid. “La campagna vaccinale prosegue – ha aggiunto – ci sono aumenti rispetto alle prime stime, tutte le dosi che arrivano andranno alle Regioni”.

 “E’ bene che sul vaccino Johnson & Johnson ci sia una decisione rapida, chiara, definitiva, senza tentennamenti ed incertezze. Bisogna evitare di fare cio’ che e’ stato fatto con il vaccino Astrazeneca. Le autorita’ si pronuncino con una voce sola, anche perche’ negli Usa si trovano in una situazione totalmente diversa avendo gia’ somministrato alla popolazione milioni di dosi. Mi auguro che si mantenga un livello di razionalita’ e di pragmatismo, il rischio di una tempesta perfetta e’ molto alto”.

Lo dichiara, in una nota, l’assessore alla Sanita’ della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

E’ l’unico vaccino antiCovid monodose disponibile. Puo’ essere conservato in frigorifero e puo’ essere somministrato a tutte le persone con un’eta’ superiore ai 18 anni. Ecco l’identikit del vaccino Johnson & Johnson, che sbarca oggi in Italia, per ora con un primo carico da 184 mila dosi. E’ il quarto vaccino approvato dall’Ema dopo Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Un siero molto atteso per la facilita’ di conservazione e, appunto, per il fatto che e’ necessaria una sola dose. Su cui gia’ pero’, come in precedenza per AstraZeneca, si addensano le ombre dei possibili (ancorche’ rarissimi) effetti collaterali gravi. Se durante i test clinici le reazioni avverse erano state al di sotto dell’atteso, l’Ema ha da poco iniziato controlli aggiuntivi in Europa per indagare meglio sulla sicurezza del prodotto a seguito della segnalazione di 4 eventi tromboembolici. Ma soprattutto e’ notizia di oggi che gli Usa sospenderanno in via precauzionale la somministrazione del siero, dopo aver registrato sei casi (su quasi 7 milioni di vaccinati) in cui i pazienti hanno sviluppato rari disturbi con trombi nel giro di due settimane dall’inoculazione: si tratta in tutti i casi di donne tra i 18 e i 48 anni. Una di loro e’ morta e una seconda e’ ricoverata in condizioni critiche. 

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