Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer vitae adipiscing elit. Aenean commodo ligula eget ut, dolor. Aenean massa. Cum sociis pretium qui asem. Nulla consequat massa quis.

Post più letti

Iscriviti alla newsletter
[contact-form-7 404 "Non trovato"]

Apicoltori, prevenzione e tutela nei Monti Prenestini. Le informazioni dell’Asl

Una giornata formativa e di aggiornamento rivolta agli apicoltori ricadenti. Questa l’iniziativa avviata dal Dr. Carlo Ferrari Medico Veterinario referente per l’apicoltura della ASL Roma 5.

E’ stata illustrata la biologia delle api (Apis Mellifera) e della varroa (Varroa destructor).

Le api si dividono in due caste distinte:

I riproduttori:
-Ape regina (femmina fertile)

-Fuchi (maschi)

Femmine sterile (api operaie con organi genitali involuti)
La Varroa è un acaro:

La femmina, di colore rossastro, dalla forma piatta e più grande rispetto all’esemplare maschile. Presenta un apparato boccale di tipo pungente-succhiante ed è provvisto di lame dentate che lacerano il tegumento delle larve e delle api.


Il maschio invece ha una forma più tondeggiante, di colore bianco-grigiastro. Il suo apparato boccale è modificato, non ha funzione alimentare ma riproduttiva.
La varroa ha un ciclo vitale diviso in due fasi:

Fase Foretica, in cui la varroa vive sulle api adulte, nutrendosi dell’emolinfa dell’ape stessa.
Fase riproduttiva, che si svolge principalmente nella celletta dell’ape dopo l’opercolatura nutrendosi della larva.
Annualmente vengono emanate dal Ministero della Salute le: “ Linee guida per il controllo della Varroatosi ” le quali hanno lo scopo di indicare le modalità di intervento per il controllo dell’infestazione da varroa da realizzare nel territorio nazionale, tenendo conto delle seguenti esigenze:

La protezione del patrimonio apistico dall’infestazione da Varroa Destructor;
La tutela delle produzioni dai rischi derivanti dall’impiego di sostanze acaricide;
La possibilità di realizzare i trattamenti da parte di tutti gli apicoltori.
Affinché tali trattamenti siano più efficaci è però necessario impostare una lotta a livello territoriale, attraverso un coordinamento degli interventi che deve derivare dalla collaborazione fra apicoltori, associazioni di categoria e autorità sanitare e prevedere trattamenti contemporanei, almeno per zone omogenee.

A tal proposito la U.O. Apicoltura dell’IZSLT di Roma ha sviluppato un modello, chiamato “Treat in Time”, che permette all’apicoltore di avere informazioni dettagliate sulla stagionalità del farmaco, essendo questo vulnerabile ai cambiamenti di alcuni fattori ambientali, come umidità e temperatura. I principi attivi dei farmaci anti-varroa sono principalmente a base di: timolo; acido formico; acido ossalico.

Nell’ultima parte della conferenza ha avuto luogo un dibattito tra gli apicoltori coordinato dal Dr. Ferrari, nel quale si sono cercate possibili soluzioni per rendere più efficaci i trattamenti nei confronti della varroa; e la possibilità dell’utilizzo di fondi europei per cercare di far fronte a questo acaro, nonché all’acquisto di farmaci veterinari in “associazione” tra tutti gli apicoltori al fine di abbattere i costi di questi medicinali.

A cura di Pierpaolo Pepe e Claudio Taibi tirocinanti Tecnici della Prevenzione

??RESTA SEMPRE AGGIORNATO: CLICCA MI PIACE ALLA PAGINA MONTI PRENESTINI QUI SOTTO??

27 Marzo 2019
Scontro tra mezzi pesanti a San Cesareo: traffico in tilt
27 Marzo 2019
Visita guidata teatralizzata e degustazione: così Cave si mette in mostra

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *