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Asl Roma 5, il contagio corre in corsia. I sindacati: “Più sicurezza”


“Trasferimenti continui, strutture di degenza trasformate in reparti covid, materiale scarso e terapie non adeguate”

“Trasferimenti continui, strutture di degenza trasformate in reparti covid, materiale scarso e terapie non adeguate”. È la situazione di disagio denunciata da Cgil, Cis e Uil in una lettera inviata ai massimi dirigenti dell’Asl Roma 5.

“Si riscontrano presso tutti gli ospedali e presidi della ASL RM5 una alta percentuale di pazienti e personale infetto, probabilmente proprio per la continua trasformazione degli spazi di degenza, attività che sarebbe dovuta avvenire nel periodo estivo – si legge nel testo. Ad oggi in quasi tutti i presidi ospedalieri della Asl non sono presenti adeguati percorsi atti a ridurre il diffondersi della pandemia. Le UU.OO di degenza trasformate in reparti Covid – continua il documento – non sempre presentano tutte le caratteristiche di bio-contenimento previsto e non hanno il numero di erogatori di ossigeno utili o lo stesso impianto generale di erogazione non è in grado di supportare le esigenze necessarie. Le degenze spesso sono sguarnite di ogni comfort alberghiero necessario all’utenza”.

 “In alcuni casi è carente anche l’impianto di riscaldamento – aggiungono i sindacati. Si riscontra la mancanza di apparecchiature per l’esecuzione degli emogas-analisi e la scarsità di guanti monouso, primo ed essenziale dispositivo di prevenzione individuale. Non esiste nessun protocollo sottoscritto e definito per l’esecuzione di terapie fondamentali attraverso la somministrazione eventuale di plasma iperimmune o retrovirali.

A tutto questo si aggiunge la mancanza da parte dell’Azienda di quanto concordato durante la riunione del 17 novembre 2017 in merito alla distribuzione di generi di conforto per il personale impegnato all’interno dei reparti Covid. Nonostante ciò, anche in carenza cronica di tutte le figure professionali, si continua ad utilizzare l’insufficiente personale infermieristico presente in azienda per l’apertura di nuovi reparti, posti letto e servizi, andando anche oltre le indicazioni della Regione Lazio”. 

“Si rappresenta inoltre che al momento non risultano erogati al personale, gli emolumenti previsti per il rischio di malattie infettive e sono fermi a parecchi mesi i pagamenti dei compensi per l’attività aggiuntiva svolta ed in alcuni casi anche quelli dello straordinario. Per quanto esposto si richiede un incontro urgente, in assenza del quale, le scriventi si vedranno costrette ad attivare lo stato di agitazione a tutela dei lavoratori e dell’utenza”.

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