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Uno degli animali più “crudeli”, il macellaio dei Monti Prenestini


Alla scoperta di una delle specie più singolari del patrimonio prenestino

L’averla piccola (Lanius collurio) è un uccello passeriforme della famiglia Laniidae.

Misura 17-19 cm di lunghezza, per 22.5-34 g di peso. Si tratta di uccelli dall’aspetto robusto e massiccio, muniti di testa piuttosto grande e di forma ovale, becco forte e uncinato, zampe forti e piuttosto corte, ali corte e arrotondate e coda piuttosto lunga, sottile e dall’estremità squadrata.
Si tratta di uccelli dalle abitudini di vita diurne e solitarie: molto territoriali (a dispetto delle abitudini migratorie, tanto che esse ritagliano dei propri mini-territori anche durante l’evento migratorio), le averle passano gran parte della giornata appollaiate su posatoi in evidenza, osservando i dintorni al duplice scopo di individuare eventuali intrusi da scacciare e potenziali prede da catturare.
L’averla piccola è un uccello carnivoro e piuttosto opportunista: questi uccelli, infatti, pur cibandosi principalmente di insetti (in particolar modo di coleotteri, imenotteri ed ortotteri) ed altri invertebrati, si nutrono inoltre di tanto in tanto anche di piccoli vertebrati (piccoli uccelli e mammiferi, lucertole e rane).

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Questi animali stazionano su posatoi sopraelevati dai quali possono avere una buona visuale dei dintorni, e dai quali planano sulle eventuali prede di passaggio, ghermendole con gli artigli e straziandole col becco, per poi portarle in volo al proprio posatoio. È chiamato anche uccello macellaio per la sua abitudine tutta particolare di infilzare le proprie prede su di un rovo o su qualcosa di acuminato (filo spinato, spine di rovi o altri cespugli ed alberi) e mangiarle piano piano, come fossero allo spiedo.
Una rarità nel regno animale, in cui solitamente i predatori uccidono alla svelta, solo per sopravvivenza, portando comunque il dovuto rispetto alla preda. L’avèrla invece non mostra nessuna pietà.
Il passero imita il canto degli altri uccelli per confondere la preda e poi attacca. Se la preda è piccola, la mangia subito, altrimenti iniziano i veri e propri guai.


Si tratta di uccelli monogami, le cui coppie tendono a riunirsi anno dopo anno subito dopo la migrazione verso i terreni riproduttivi, cercando ogni anno di occupare gli stessi territori riproduttivi.
La stagione riproduttiva comincia in maggio (con le popolazioni più settentrionali che cominciano generalmente a riprodursi un paio di settimane dopo quelle diffuse a latitudini più temperate) e si protrae fin verso la fine di luglio.

Foto di Arnaldo Camilloni

Rubrica a cura di Brain Community

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