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Bambini plusdotati: chi sono e come supportarli

Cosa vuol dire plusdotazione?

Il bambino plusdotato, o gifted, spesso arriva a scuola con un bagaglio notevole di conoscenze e abilità già acquisite durante i primi anni d’infanzia, accompagnate da un quoziente intellettivo (QI) uguale o maggiore a 130. Il Ministero dell’Istruzione, in risposta alla Direttiva del 27/12/2012, ha incluso gli studenti con un alto potenziale cognitivo tra coloro che necessitano di Bisogni Educativi Speciali. Questa decisione è stata presa perché, nonostante il loro elevato potenziale, possono comunque incontrare difficoltà emotive, comportamentali o di apprendimento che richiedono una particolare attenzione e un insegnamento personalizzato. Parliamo di studenti che costituiscono solo l’8% circa della popolazione scolastica italiana e che, quindi, necessitano di un supporto su misura diverso da quello dei propri coetanei. 

Quali sono le caratteristiche dei bambini plusdotati?

I bambini con alto potenziale cognitivo sono caratterizzati da competenze eccezionali e da alcune peculiarità distintive, tra cui:

• elevate abilità di ragionamento astratto e risoluzione dei problemi;

• maggiore flessibilità e rapidità nella selezione delle informazioni, con un apprendimento più veloce rispetto ai loro coetanei;

• capacità mnemoniche elevate;

• alti livelli di motivazione per l’apprendimento e grande curiosità intellettuale;

• sviluppo di interessi specifici e settoriali;

• manifestazione di noia per le attività di routine.

Nello sviluppo, invece, raggiungono le tappe fondamentali della crescita in modo molto precoce: iniziano a camminare intorno ai 12 mesi, sviluppano il linguaggio prima dei 24 mesi e imparano a leggere e scrivere entro i 5 anni. Inoltre, è comune osservare altre due caratteristiche di cui si trova riscontro nella letteratura:

• sviluppo asincrono: una condizione in cui si osservano abilità cognitive elevate in assenza di una maturità affettivo-relazionale adeguata alla propria età. Questo divario può causare stress e ansia emotiva poiché il bambino potrebbe mostrare interesse per concetti astratti che non è in grado di gestire emotivamente o potrebbe avere difficoltà nelle relazioni, preferendo le interazioni con gli adulti;

• ipersensibilità o sovra-eccitabilità emotiva: una situazione in cui il bambino ha difficoltà a comprendere e gestire le proprie emozioni legate agli eventi. Questa profonda comprensione delle situazioni emotivamente cariche può portare il bambino a reagire in modo eccessivo ed estremo.

Il rapporto tra plusdotazione e ambiente scolastico

I primi segnali della plusdotazione possono manifestarsi già nei primissimi anni dell’infanzia, ma non bisogna preoccuparsi troppo se non si identificano subito, perché durante la scuola primaria questi segnali si fanno ancora più evidenti. Le insegnanti potrebbero non essere sempre preparate a riconoscere immediatamente gli avvertimenti di un bambino che ha queste particolari capacità. In alcuni casi, potrebbero emergere anche disturbi specifici dell’apprendimento, come la disgrafia, la dislessia o la disortografia. Questa situazione può essere spiegata dalla differenza nello sviluppo del linguaggio parlato e delle abilità motorie, poiché il pensiero del bambino si sviluppa a una velocità maggiore rispetto alla sua capacità di scrivere in modo fluido e rapido. Come accennato in precedenza, riconoscere uno studente con doti particolari non è sempre semplice, in quanto spesso questi bambini tendono a nascondere la propria intelligenza manifestando comportamenti insoliti. 

Come sostenere i bambini plusdotati nel loro percorso formativo

Una volta riconosciuto l’alto potenziale cognitivo, ecco alcuni indicatori di riferimento quando si parla di bambini plusdotati: cosa fare e come sostenerli per far si che non si sentano diversi o in difetto rispetto ai propri coetanei? Per supportarli nei loro bisogni emotivi e sociali, spesso viene adottata una programmazione didattica personalizzata. Questo approccio mira a potenziare le relazioni sociali attraverso:

• adattamento degli obiettivi di apprendimento per incoraggiare una maggiore consapevolezza su come si impara;

• incentivazione della capacità di valutare e regolare il proprio processo cognitivo;

• gestione e sviluppo delle abilità di pensiero critico e creativo;

• partecipazione a esperienze sportive di gruppo;

• ampliamento del programma con argomenti più avanzati e complessi;

• accelerazione del percorso educativo nelle materie in cui il bambino mostra un maggiore interesse.

La sfera emotiva riveste un ruolo fondamentale poiché influisce significativamente sul loro benessere complessivo e sul successo accademico. Perciò, una solida gestione delle emozioni può aiutare gli studenti plusdotati a sviluppare relazioni interpersonali, a gestire lo stress e l’ansia associati alla loro condizione e a sfruttare appieno il loro potenziale intellettuale.

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