Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

Bollino blu per la caldaia: cosa prevede e come funziona

a cura della redazione

In Italia, la regolamentazione relativa al bollino blu della caldaia è uniforme su tutto il territorio nazionale e stabilisce l’obbligo di sottoporre l’impianto di riscaldamento a controlli regolari, in base alla sua tipologia, alle sue condizioni e alla potenza. Ciò significa che sia per le grandi metropoli che per le città più piccole, è necessario adempiere ai requisiti termici previsti dalla legge per garantire il corretto funzionamento e la sicurezza delle caldaie.

Che cos’è il bollino blu?

Il bollino blu rappresenta il documento di certificazione richiesto per ogni sistema di riscaldamento dotato di caldaia, conformemente a quanto stabilito dal Decreto Legislativo 311/06. Questo certificato è obbligatorio e deve essere ottenuto per ogni tipo di caldaia, al fine di attestare la sua efficienza termica, il suo rendimento energetico, il livello di sicurezza e l’impatto ambientale. 

La revisione della caldaia nel Comune di Roma Capitale, deve essere eseguita da una ditta specializzata che, dopo un controllo dettagliato e l’analisi dei fumi di scarico, procede a:

• rilasciare il bollino se la caldaia risulta in perfette condizioni sotto ogni aspetto e non richiede interventi di riparazione;

• informare il proprietario in caso di difetti, malfunzionamenti o altre problematiche dell’apparecchio, che impediscano il rilascio del certificato. In tal caso, il tecnico e il proprietario concordano sulle riparazioni necessarie da eseguire. Al termine degli interventi correttivi, può essere rilasciato il bollino blu a conferma del corretto funzionamento.

Con quale frequenza va fatta la revisione?

Il bollino blu deve essere rilasciato alla prima accensione della caldaia e, successivamente, aggiornato in base alle caratteristiche specifiche dell’impianto, alla sua collocazione, alla potenza termica e all’anzianità dell’installazione. In particolare:

• per caldaie esterne, o a camera stagna, installate da meno di 8 anni e con potenza inferiore a 35 kW, si consiglia di rinnovare il bollino ogni 4 anni;

• se la caldaia ha più di 8 anni o è installata all’interno dell’abitazione, il bollino blu deve essere aggiornato ogni 2 anni;

• per gli impianti centralizzati dei condomini e per le caldaie non alimentate a gas, o alimentate a combustibili solidi o liquidi come legna, pellet, gpl e gasolio, è preferibile effettuare una revisione annuale.

Quanto costa il bollino blu?

Il prezzo del bollino può variare notevolmente a seconda degli incentivi e dei vantaggi stabiliti da ciascuna regione. Tuttavia, in linea di massima, i costi standard si aggirano tra i 120 e i 200 euro, tenendo conto delle eventuali operazioni di manutenzione periodica. È importante tener presente che coloro che non adeguano i propri sistemi di riscaldamento alle normative vigenti, potrebbero essere soggetti a pesanti sanzioni, a seconda dei regolamenti regionali previsti. 

Chi è tenuto a fare la revisione della caldaia?

Ogni soggetto proprietario di una caldaia è legalmente obbligato ad eseguire la revisione dell’apparecchio, per ottenere il certificato di conformità. Questo si applica anche agli affittuari  e ai gestori degli impianti di riscaldamento condominiali. Bisogna tenere a mente, però, che non tutti coloro che usufruiscono dell’apparecchio saranno tenuti a contribuire finanziariamente alle spese di manutenzione e revisione.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: