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Buoni spesa, è già boom di richieste anche ai Monti Prenestini. L’appello al buon senso e il controllo sulle autocertificazioni


Come è andata la prima giornata di domande. Siamo sicuri che tutti ne hanno bisogno?

Nella prima giornata utile per la presentazione delle domande si registra anche ai Monti Prenestini già un boom di richieste per i buoni spesa concessi per l’emergenza Coronavirus. Da San Cesareo a Olevano Romano sono già partite centinaia di mail per richiedere la concessione del sussidio al reddito in condizione di estrema fragilità.

Le domande saranno evase fino a esaurimento dei fondi, che per ciascun Comune sono il risultato della somma di contributi governativi e regionali. Cifre importanti se considerate in valore assoluto: si va dai 253mila euro di Palestrina ai 75mila di Labico. Eppure queste cifre serviranno a soddisfare le esigenze solo di poche famiglie in rapporto alla popolazione, solo cioè a coloro che veramente ne hanno bisogno. Nel caso di Labico, ad esempio, sono al massimo 200/250 le domande che potranno essere evase nel periodo dell’emergenza, che su una popolazione di quasi 7mila abitanti corrisponde a meno del 3%. Una percentuale (se i calcoli non ci tradiscono) che più o meno si ripete negli altri comuni dell’area.

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Oggi a Labico erano già oltre cento le domande presentate, un trend che, se dovesse ripetersi nei prossimi giorni, porterebbe sicuramente a un numero superiore a quello potenziale ammissibile. Dati che hanno spinto il sindaco di Danilo Giovannoli a diffondere un messaggio alla popolazione affinché vengano rispettati i criteri di “vera esigenza”, come si legge nel bando pubblicato dal Comune.

Tutto avviene per autocertificazione al fine di snellire le procedure il più possibile.

“Impossibile in questo momento pretendere le dichiarazioni Isee per usufruire di questi aiuti per cui veramente ci appelliamo al senso di responsabilità di tutti i cittadini e che prevalga il senso civico – dichiara il sindaco di Labico Danilo Giovannoli a Monti Prenestini. Comunque l’Ufficio servizi sociali effettuerà in futuro controlli rigidi sulle dichiarazioni e chi vorrà fare il furbo non solo dovrà restituire le somme che gli sono state versate ma verrà denunciato all’Autorità giudiziaria. Ricordo che la misura è orientata a dare prima assistenza a persone e famiglie in condizioni di assoluto disagio”.

Anche negli altri Comuni gli uffici stanno provvedendo ad avvisare la popolazione al fine di filtrare meglio le domande da evadere.

Vedremo alla fine cosa succederà.