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Canile abusivo da incubo, il triste destino di 11 animali a Palestrina

Canile abusivo da incubo, il triste destino di 11 animali a Palestrina

È una storia raccapricciante quella denunciata dai volontari da Animalisti Italiani onlus. Undici animali, fra cani e gatti, assegnati in adozione dal Canile municipale di Roma la Muratella in appena due mesi alla stessa persona, che poi, a seguito di un controllo dei carabinieri forestale con le guardie zoofile dell’Associazione Earth, si rivela un accumulatore seriale detentore di un piccolo canile abusivo all’insegna del malessere.

La scoperta è avvenuta nelle campagne di Palestrina dove un uomo è finito sotto la lente degli attivisti per le condizioni di vita dei suoi animali. Tre gattini di due mesi scarsi, cinque cuccioli e la sua mamma, una cucciola e poi Arcano, un cane molto anziano. Animali tenuti in condizioni che gli animalisti definiscono precarie e per cui si chiede un intervento immediato delle autorità sanitarie.

“Parte degli animali è stata salvata da una situazione di denutrizione e sovraffollamento, quindi messa al sicuro, solo dopo le nostre insistenti segnalazioni” dice Emanuela Bignami, responsabile Randagismo e Sedi locali di Animalisti Italiani onlus. “Attualmente stiamo provvedendo, con aiuti alimentari, al sostentamento dei cani rimasti prigionieri nel rifugio privato di Palestrina, poiché il detentore non sembrerebbe in grado di far fronte in modo adeguato. Auspicando una rapida risoluzione del problema, intesa anzitutto con l’immediata adozione degli animali presenti nella struttura, con una particolare urgenza per il vecchio Arcano, ci chiediamo come sia stato possibile affidare senza controlli ben undici soggetti in un così breve periodo a un privato. Chiediamo inoltre alla Asl trasparenza riguardo gli eventuali passaggi di proprietà effettuati”.

Sì, dopo, quando per esempio Virgola, a giudicare dalle fotografie del prima e dopo, era davvero malridotta. Ma i poveri gattini di cui non si ha più notizia? Minuscoli e già in precarie condizioni di salute uscirono direttamente dal canile sanitario. “Su consiglio della stessa volontaria” commenta Maragliano “la quale garantiva per l’adottante”.

Conclude Bignami: “Questa brutta storia, ancora lontana dal concludersi, evidenzia la necessità di una cura rigorosissima nel percorso di affido e adozione di ogni singolo animale, sempre, e più che mai nel caso di una struttura pubblica come il canile della Capitale del nostro Paese”.

Secondo la ricostruzione degli attivisti il cittadino di Palestrina risulterebbe intestatario di ben 43 microchip. Dopo casi di avvelenamento e sbranamento che hanno portato anche alla morte di alcuni animali, è stato necessario l’intervento delle istituzioni per mettere sotto sequestro la struttura ed intimare l’immediato smantellamento del canile abusivo. 4 cani sono già tornati a Muratella. 

Noi chiediamo che tutti gli animali di proprietà del Comune di Roma, incautamente affidati dai gestori, tornino immediatamente nei canili di Roma, oltre che garanzie sulla loro esistenza in vita e sulle loro condizioni di salute – – così Giulio Pelonzi, capogruppo Pd in Campidoglio. Ringraziamo chi, con le sue denunce, ha permesso la scoperta di questo abuso e ci auguriamo che il soggetto sia diffidato dal prendere altri animali”.

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