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Cantine Il Moro, così un giovane di San Vito Romano segue le orme del nonno per produrre un vino “unico”

Cantine Il Moro, così un giovane di San Vito Romano segue le orme del nonno per produrre un vino “unico”


Dalla passione di famiglia, tramandata di generazione in generazione, è nata così l’idea di rilanciare la produzione nelle storiche cantine di via Santa Maria De Mattias

“Riscoprire le radici di quello che siamo e di quello che abbiamo, credo sia fondamentale per progettare il futuro di qualsiasi territorio.” A parlare è Alessandro Luciani, uno dei più giovani produttori di vino della provincia di Roma, oggi titolare del marchio Cantine Il Moro leader nel territorio dei Monti Prenestini. È il figlio di una generazione che avanza, che crede in un ritorno alla terra e ai suoi valori, contro l’idea diffusa di una reticenza verso i lavori della tradizione. Dalla passione di famiglia, tramandata di generazione in generazione, è nata così l’idea di rilanciare la produzione nelle storiche cantine di via Santa Maria De Mattias, in quella valle immersa tra olivi e viti dove il borgo di San Vito Romano si affaccia in tutta la sua bellezza.

Qui già alla fine dell’Ottocento, Luigi e Vito Cianfriglia, fratelli “e chissi e gliù Moro” decidono di produrre vino acquistando terreni a Pèntima, tra San Vito e Olevano Romano. I due, che facevano i fornai di professione, decidono di cambiare il loro destino nel segno del vino, dando un’indicazione forte alle generazioni future. I figli e poi i nipoti seguono le loro orme. L’attuale conformazione della vigna risale al 1945 quando Fernando decide di impiantare Ottonese e Bellone, i due vitigni tipici di queste valli che danno subito a questa azienda un’impronta ben precisa. Il Moro diventa ben presto “il vino del territorio, il vino di San Vito Romano”, custode di vitigni autoctoni unici, che esprimono i profumi e le caratteristiche del territorio. 

La storia prosegue fino ai giorni nostri e precisamente fino al 2016 quando Alessandro decide di rilevare le attività del nonno per farne un’azienda. Per inseguire questo sogno bisognava ripartire dalle “radici del passato”, da quelle viti di famiglia, ma con uno sguardo al mercato di oggi e alle nuove tecnologie. Alessandro inizia a studiare e a documentarsi e la sua impronta si vede subito. Vengono rinnovati i locali, costruite nuove vasche di cemento e realizzati da zero impianti di refrigerazione e condizionamento: è una svolta verso una produzione di fascia medio alta. Meno quantità, più qualità: l’equazione della riqualificazione viene applicata anche qui e i risultati arrivano ben presto.

Oggi negli appezzamenti più alti e meglio esposti, da vecchie vigne di più di 50 anni con basse rese per pianta, nasce Pèntima, Ottonese in prevalenza completato da una parte di Bellone. Le uve più sane e mature, vinificate a contatto con le bucce, permettono di ottenere un vino che si distingue per eleganza e tipicità. In bocca risulta di buona struttura, fresco, sapido e persistente. Tra i prodotti dell’azienda non poteva mancare il Cesanese, di cui questo territorio è parte. Renè è il figlio della tradizione “rossa” di questo territorio, ottenuto da viti allevate ad alberello alto con basse rese per pianta. Il risultato è un vino di colore rosso rubino intenso e luminoso, elegante e di grande bevibilità. 

Due vini che hanno già ottenuto importanti apprezzamenti e riconoscimenti nelle fiere e concorsi della regione e ora pronti a varcare anche i confini nazionali. Prodotti unici nel vero senso della parola, cioè che non vi sembrerà mai di averli incontrati prima, dove respirare un territorio a metà tra collina e montagna. Un’azienda giovane, con un grande passato alle spalle, custode di antichi sapori che sembravano ormai perduti. Ecco perchè acquistare oggi una bottiglia “Il Moro” significa assaggiare il territorio, sostenere la diversità agricola, apprezzare una produzione ecosostenibile per godere delle bellezze di un territorio ancora poco toccato dai problemi dell’agricoltura industriale. 

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