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Castel San Pietro festeggia i 70 anni di Pane, amore e fantasia: storia e aneddoti della pellicola di successo

a cura della redazione

 

Era la primavera del 1953 quando Castel San Pietro conobbe la magia del cinema. È qui che Luigi Comencini decise di girare Pane amore e fantasia, il film di successo che fece la storia del cinema italiano nel dopoguerra.

Oggi Castel San Pietro festeggia l’anniversario dei 70 anni con un programma di eventi che verrà presentato il prossimo sabato 15 aprile alle ore 17 in Sala consigliare.

La storia di Pane amore e fantasia e Castel San Pietro inizia agli inizi degli anni ’50 ma a Palena, in Abruzzo, dove Luigi Comencini e Ettore Margadonna decisero di incontrarsi per la possibilità di girare il film di cui era già stata scritta la sceneggiatura: Dopo un sopralluogo si dovette convenire che le prime ricostruzioni del dopoguerra disturbavano i luoghi del set per l’atmosfera di paese antico un po’ immacolato che Comencini voleva dare al film.

Il comune scelto per ambientarvi il paese immaginario di Sagliena è in realtà il piccolo Castel San Pietro Romano nel Lazio: fu scelto perché piccolo, caratteristico e tra i più impervi, in seguito utilizzato anche per girare Pane, amore e gelosiaI due marescialliIl federaleLiolà e È permesso Maresciallo? (Tuppe-tuppe marescià).

 

a Colle Martino
La sceneggiatura

Ettore Maria Margadonna scrisse questa sceneggiatura tutta su Palena, suo luogo natio, e su propri ricordi delle persone caratteristiche del paese. Il paese, la sua chiesa, il prete e la sua comunità, il maresciallo, il sindaco, l’artigiano, le pettegolone, le belle del paese spesso oggetto di invidie tutte paesane, la levatrice, tutte figure che Margadonna portava nei suoi ricordi palenesi. Il paese nel film di Comencini diventò Sagliena, il vero parroco di Palena si chiamava “Don Concezio”, e soprattutto la “bersagliera” interpretata da Gina Lollobrigida, nella realtà era ispirata all’esuberante “Lucietta bella” (Lucia Travaglini) che nel primo Novecento a tanti fece perdere la testa per la sua avvenenza e che poi sposò uno dei più poveri di Palena, ed emigrata in America diede i natali al celebre cantante Perry Como.

Come protagonista del film fu individuato dapprima l’attore Gino Cervi, mentre il titolo di lavorazione era inizialmente “Pane e fantasia”. Inoltre, il soggetto principale fu rifiutato da diversi produttori, poiché considerato lesivo all’onore del corpo dei Carabinieri; intervenne quindi il produttore Marcello Girosi, amico di De Sica, che ottenne il beneplacito dell’Arma a condizione che il protagonista fosse proprio De Sica.

Il film fu restaurato da Philip Morris Progetto Cinema, in collaborazione con la Fondazione Scuola Nazionale di Cinema Cineteca Nazionale e con Titanus, e direttore del restauro Giuseppe Rotunno (AIC-ASC).

Pane, amore e fantasia detiene ad oggi il diciannovesimo posto nella classifica dei film italiani più visti di sempre con 10 632 926 spettatori paganti.

La trama

Il film è ambientato a “Sagliena”, immaginario piccolo paese dell’Italia centrale; qui nell’immediato dopoguerra viene trasferito il maresciallo Antonio Carotenuto, donnaiolo attempato che dovrà adattarsi alla monotona e tranquilla vita di paese. Supportato dalla domestica Caramella, il maresciallo dirige la locale stazione dei carabinieri.

Qui conosce “Pizzicarella la Bersagliera”, una giovane ragazza del posto segretamente innamorata del carabiniere Stelluti. Il maresciallo all’inizio tenta di fidanzarsi con la “Bersagliera”, in quanto Paoletta, la sagrestana della parrocchia, è innamorata del carabiniere Stelluti, ma quest’ultimo è in realtà innamorato della Bersagliera e vuole che sua madre la conosca. Quindi, grazie all’intervento di don Emidio, che informa il maresciallo, Stelluti e la Bersagliera si fidanzano mentre il maresciallo, la sera della festa di Sant’Antonio, si fidanza con la levatrice del paese, anch’essa d’età avanzata: Annarella.