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Cave, la storia di Carmen ventunesima vittima di femminicidio

Carmen è la ventunesima vittima di femminicidio dall’inizio dell’anno. Era sola contro il suo uomo, non ha potuto reagire e difendersi in alcun modo. In passato nessuna denuncia e non ci sono neanche segnalazioni ai carabinieri di liti in famiglia. Un caso isolato? Il procuratore non ci crede e per questo sta interrogando in queste ore l’autore dell’omicidio a Cave.

Sono in corso accertamenti per verificare ogni dettaglio dell’omicidio, che ben puo’ essere definito femminicidio (trattandosi dell’uccisione di una donna in un contesto familiare).
“Al momento dell’intervento dei carabinieri – sottolinea il procuratore della Repubblica di Tivoli, Francesco Menditto, in un comunicato sull’omicidio avvenuto oggi a Cave. – era presente nell’appartamento il marito della vittima, B.A., di anni 69 – scrive il procuratore – che aveva ancora tra le mani la pistola regolarmente detenuta dal 1999 utilizzata per l’omicidio. Il pm di turno sta procedendo all’interrogatorio di B.A. Si e’ accertato che non risultano denunce o querele presentate dalla donna ai danni dell’uomo, ne’ segnalazioni di soggetti pubblici o privati o interventi dei Carabinieri per violenza – fisiche o morali – ai danni della donna, ne’ procedimenti tra i coniugi innanzi al Tribunale di Tivoli di separazione o di altra natura”.

I Carabinieri di Cave, giunti nell’abitazione della vittima alle 12 dopo essere stati avvisati da alcune persone che avevano sentito colpi di arma da fuoco, hanno accertato la morte della donna.

“Di fronte a questo terribile fatto – dichiara Eleonora Mattia, presidente della IX Commissione pari opportunità del Consiglio regionale del Lazio, ex vice sindaco di Valmontone dichiarata “città contro la violenza sulle donne – voglio esprimere tutta la mia vicinanza alla famiglia di Carmen ed alla comunità di Cave e ricordare che questo femminicidio ripropone a tutte a a tutti, singole persone ed istituzioni, la necessità di tenere alta l’attenzione e l’impegno concreto nella battaglia culturale e nella promozione di ogni iniziativa per contrastare ed infine sconfiggere la piaga della violenza sulle donne”.

“Da parte nostra – prosegue la Mattia – intendiamo continuare a sostenere i centri antiviolenza, ad aprirne ancora di nuovi e a sostenere le vittime in ogni modo. A questo proposito negli ultimi giorni, su mia proposta, è stato istituito un contributo regionale annuo pari a 50.000 euro per il patrocinio legale delle donne che hanno subito violenza”.

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