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Cave, nel weekend la rievocazione del trattato di pace


Cave celebra la sua storia: alle origini dell’evento

Nel 1555 ascese al soglio Pontificio Gian Pietro Carafa con il nome di Papa Paolo IV, di nobile e potente famiglia napoletana ben nota per la sua avversione al dominio della corona ispanica su Napoli. Il Pontefice vedeva in Carlo V d’Asburgo una minaccia per lo Stato della Chiesa dovuta all’egemonia che esercitava su gran parte della penisola. Pressato da forti difficoltà economiche interne, Paolo IV decise di aumentare dazi, imposte e tasse su tutto il territorio da lui governato, andando a gravare sulle già precarie condizioni economiche dei suoi sudditi. In aggiunta alla già sofferente condizione finanziaria la Camera Apostolica raddoppiò l’imposizione daziaria su l’importazione del sale dalla Sicilia, suscitando proteste da parte del vicereame di Palermo e della corona di Madrid. Lo Stato della Chiesa, nell’apparenza uno stato unitario era però costellato di potenti famiglie che governavano feudi tra Roma ed il resto del Lazio (campagna romana).

I Colonna erano una di queste famiglie ed al loro interno maturava il dissenso tra Ascanio fedele allo Stato della Chiesa ed il figlio Marcantonio ostile al Papato. Alla morte del papà, Marcantonio si schierò al servizio della Spagna ed il Papa Paolo IV reagì pretendendo la consegna dei castelli della famiglia. Marcantonio non si sottomise e arrivò inesorabilmente un mandato di arresto al quale si sottrasse fuggendo. Restando in contumacia gli fu inflitta la scomunica, condannato a morte e considerato decaduto dai suoi feudi compreso Cave. Rifugiatosi a Napoli chiese aiuto a Filippo II affinché si ponesse rimedio al maltorto. Nel 1556, il 1° di settembre, il Duca D’Alba viceré di Napoli invase lo Stato della Chiesa ed al suo fianco Marcantonio Colonna nelle vesti di comandante delle truppe che puntavano verso Roma attraverso la valle del Sacco. Due mesi dopo l’inizio delle ostilità, fu stabilita una tregua di 40 giorni con trattative segrete e la possibilità di un accordo, ma l’intento diplomatico fallì. In Europa intanto la guerra tra Francia e Spagna, imperversava nelle Fiandre e successivamente alla disfatta nella battaglia di San Quintino, il Duca di Guisa, comandante delle truppe francesi a difesa dello Stato della Chiesa, fu richiamato in Francia con le sue truppe. Abbandonato dai suoi alleati, Papa Paolo IV capì che correva gravi minacce tanto da intuire, che quanto prima avrebbe dovuto mediare ad una pace. Non diverso per la Spagna, dove impegnata in Europa su più fronti, Francia, Germania ed Olanda, oltre a quello contro lo Stato della Chiesa in Italia, al quale non disdegnava di porvi fine. Entrambi, Paolo IV e Federico II convennero ad una pace e le trattative, grazie all’intermediazione della Serenissima Repubblica di Venezia, del Granduca di Toscana e del Re del Portogallo, si tennero in Cave “Trattato di Pace di Cave” e posero rimedio a quanto sopra narrato, decretando la fine della Guerra di Campagna. L’otto settembre del 1557 partirono da Roma, in rappresentanza del Papa Paolo IV, tre cardinali plenipotenziari pontifici: Guido Ascanio Sforza conte di Santa Fiora, Vitellozzo Vitelli, nonché il nipote del Papa, Carlo Carafa, per incontrarsi con il delegato di Federico II, il viceré di Napoli Don Fernando Alvarez di Toledo, duca d’Alba, il 12 settembre agli olmi di Cave (contrada campo). A fare gli onori di casa fu il pronipote del Papa, il Marchese Diomede Carafa signore di Cave che accolse i convenuti nel palazzo Leoncelli dove il 13 settembre si stipulò il Trattato di Pace, ed il giorno successivo, il 14 settembre, all’insaputa del Papa, sottoscrissero i capitoli segreti. La Pace di Cave determinò la fine dell’alleanza tra il Papa e la Francia ed il conseguente riavvicinamento alla Spagna, altresì riabilitò la Famiglia Colonna e Marcantonio che sarà poi ammiraglio pontificio alla battaglia di Lepanto. Con il Trattato di Pace di Cave si gettarono le basi per una pace europea tra Francia e Spagna che si ratificò in Francia con il trattato di Pace di Cateau Cambrèsis 2 giugno 1559.


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