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Cep, nulla (o quasi) si muove: lavoratori ancora senza stipendio

a cura della redazione

 

Mancano cinque giorni al Natale e per i 14 lavoratori del Cep, il consorzio di enti pubblici per la gestione delle entrate tributarie dei Comuni Prenestini, sembra esserci una certezza al momento: gli stipendi non arrivano e il futuro sembra essere sempre più incerto.

Dopo le dimissioni del cda nell’assemblea dello scorso 16 novembre è arrivato un nuovo amministratore. Obiettivo: trovare una soluzione a una crisi che è sotto gli occhi di tutti.

La speranza, nell’immediato, è che entro Natale possano arrivare gli stipendi arretrati (tre mesi oltre a quello in corso). Per ora tutto tace e i dipendenti sono tornati negli uffici di via della Stazione, dove in questi giorni c’è un “gran bel via vai di gente” per gli accertamenti Imu e la Tari.

C’è chi ha lasciato volontariamente e a gennaio non tornerà, la maggior parte dei lavoratori non ha però alternative e spera in un salvataggio in extremis del consorzio. Voci di corridoio parlano di nuove uscite dei Comuni consorziati, un fuggi fuggi generale che si trascina ormai da un anno e che non lascia pensare a nulla di buono.

Non è più accettabile lavorare senza essere pagati – avevano dichiarato in una nota stampa i lavoratori dopo la protesta dello scorso 29 novembre. Abbiamo chiesto la cassa integrazione e ci è stata immotivatamente negata. Abbiamo chiesto lo smart-working e ci è stato negato. Abbiamo adito l’ispettorato del lavoro di Roma per un tentativo di conciliazione e il giorno dell’incontro, 22 novembre 2022, il CEP non si è presentato. Abbiamo incaricato un legale per tutelare i nostri diritti – aggiungono i lavoratori – e siamo stati fatti oggetto di atti eufemisticamente definibili “pressioni” a desistere. Abbiamo il diritto-dovere di mantenere le nostre famiglie con il nostro lavoro, non saremo mai disponibili a rinunciare alla nostra dignità”.