Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

title-image

Blog

“Chiarezza sul futuro dell’ospedale dei Monti Prenestini”

In una lettera che pubblichiamo qui di seguito il Partito Socialista – sezione di Palestrina – interviene sul dibattito riguardo l’ospedale Coniugi Bernardini rivolgendosi a tutte le istituzioni coinvolte.

A Palestrina

La quarta ondata della pandemia ripropone ancora una volta il tema della risposta del sistema sanitario al nuovo durissimo attacco portato dal virus con le due concomitanti varianti delta ed omicron.

Parliamo, quindi, dell’attivazione dei presidi di assistenza capaci a fronteggiare il crescente bisogno di posti letto in area medica, in quella di terapia intensiva e subintensiva.

A tale proposito il dibattito qui a Palestrina  ha ripreso vita con la decisione della Regione Lazio di convertire integralmente e per la terza volta l’Ospedale di Palestrina a centro Covid per 70 posti letto di area medica.

La risoluzione della Regione, alla quale ha fatto seguito l’attuazione operativa della ASL RM5, ha già sollevato un’ accesa protesta di operatori sanitari ed associazioni di cittadini contro la nuova riorganizzazione.

La protesta è dettata da ragioni legittime e condivisibili perché questa continua trasformazione dell’ospedale rappresenta un vero e proprio strazio per l’utenza, oltre che una evidente distruzione di risorse professionali ed economiche.

Per altro verso Palestrina è parte di questo mondo e non può essere negata la gravità della situazione e la necessità di intervenire con efficacia anche tollerando temporanei scarti nella fruizione dei servizi.

L’opinione pubblica locale è frastornata e teme che la semplicità con la quale la regione apre e chiude, converte e riconverte il nostro ospedale nasconda una più inquietante verità.

Il timore è che possa affermarsi nel tempo una tale ripensamento del rapporto tra utenza e strutture sanitarie che quando l’ospedale venisse soppresso o trasformato definitivamente, il fatto verrebbe tollerato dai cittadini, ormai abituati ad una diversa fruizione dei servizi sanitari.

Occorre, quindi, una grande operazione di sincerità. Se anche oltre l’emergenza covid la Regione intende veramente procedere a questa trasformazione lo  dica chiaramente, promuova le ragioni che suggeriscono questa misura e le sostenga in modo leale e trasparente.

In assenza di una corretta  informazione tutto l’ambiente soffre di questa mancanza di condivisione e coesione e l’ospedale del territorio prenestino, Coniugi Bernardini, finisce per diventare  teatro di dispute e di polemiche non necessarie, prima ancora di strumento di difesa della salute.

Basta quindi con le astuzie e le iniziative strumentali di ogni parte, si pensi al bene pubblico oggi e  si programmi correttamente il domani.