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Cisterna-Valmontone, uno svincolo a Labico: il Pd dice no

a cura della redazione

 

Il Partito Democratico di Labico esprime la propria preoccupazione e contrarietà all’ipotesi di realizzazione del collegamento tra la Valmontone Cisterna e l’asse viario della Casilina nel territorio di Labico. 

Sin dal 2007, direttamente o attraverso i propri iscritti che hanno ricoperto incarichi amministrativi in opposizione ed in maggioranza, il circolo di Labico ha sempre condiviso l’esigenza di garantire un collegamento migliore e più sicuro tra l’area pontina e l’autostrada, così come la necessità di ridurre il traffico pesante nei comuni di Cori Lariano Artena e Valmontone, ma ha sempre chiesto di individuare l’intervento infrastrutturale meno impattante possibile e soprattutto di non prevedere un ulteriore collegamento stradale tra l’attuale area dei “Casali” e Valle Fredda e la via Casilina. 

a Zagarolo

Infatti, a differenza degli altri comuni del territorio, Labico ha una superficie particolarmente limitata (solo 11,5 kmq) e circa la metà di questa è oggi centro urbano (dalla stazione verso Valmontone fino all’incrocio per Palestrina attraverso la via “Olmata”) o area di nuova urbanizzazione (Colle Spina). L’unica area rurale e di verde rimasta nei nostri confini è quella che va dalla linea ferroviaria Roma Cassino al confine Sud Ovest, verso l’Autostrada, che insieme alla FR6 ed all’Alta Velocità taglia longitudinalmente il territorio. 

Il progetto di tracciato della Valmontone Cisterna, oggi finanziato ed in via di affidamento della progettazione esecutiva e di realizzazione, prevede, ancora una volta, un casello autostradale e soprattutto un percorso di collegamento del casello (previsto in territorio di Valmontone a sud ovest del territorio di Labico) con la via casilina, agganciandosi all’altezza della stazione FS e dell’incrocio con via Olmata, allargando quella che oggi è una viabilità per lo più rurale tra Fontana Chiusa, Valle Fredda ed i Casali. campagna tra colline, noccioleti e castagneti, creando le condizioni per lo sviluppo di piccole e grandi attività economiche legate alla qualità del territorio e dei suoi prodotti. 

a Zagarolo

Non si tratta di discutere del tracciato in sé, ma della idea di sviluppo che abbiamo per la zona di Labico interessata e per Labico in generale. Pensiamo che lo sviluppo economico e occupazionale di Labico sia sempre più legato ad una dimensione territoriale ed alla sua capacità di essere collegato con le aree circostanti. Basti pensare allo sviluppo della logistica a Colleferro, dei servizi e delle grandi attrazioni a Valmontone e dell’area artigianale e servizi a San Cesareo. Tutti comuni con un grande territorio che ha permesso di destinare una parte di questo a tali attività economiche. Invece, Labico ormai trentacinque anni fa ha deciso di puntare sullo sviluppo edilizio gran parte del poco territorio che aveva.

Non ne portiamo la responsabilità, ma da quello che siamo diventati dobbiamo fondare l’idea di sviluppo di Labico e non pensiamo che questa possa essere legata al sacrificio dell’unica area verde, ambientale e agricola rimasta per permettere una ulteriore (e definitiva) cementificazione del nostro territorio. In ogni campagna elettorale questa è sempre stata la posizione del nostro circolo e dei soggetti politici locali sostenuti alle elezioni amministrative, con grande chiarezza. I cittadini tante volte hanno già espresso il sostegno a questa posizione, non possiamo non ribadirla.

Tale destino appare segnato, però, con il permanere del progetto di una viabilità secondaria attorno ad uno snodo come quello che si materializzerebbe (al centro tra Roma, Latina, Frosinone, l’A24) e che facilmente sarebbe estendibile nell’area agricola che dall’attuale autostrada attraversa i campi dell’Università Agraria di Valmontone fino alle Macere ad Artena. Per questo vogliamo coinvolgere in una riflessione territoriale anche i circoli del Partito Democratico di Valmontone ed Artena.

Non possiamo poi dimenticare da una parte che il Piano Regolatore adottato nel 2007 già prevede un’area artigianale tra l’attuale Colle Spina e l’autostrada, dall’altra gli interventi di valorizzazione già avviati dai privati (l’area della Via Labicana adiacente l’autostrada e sul confine tra Labico e Valmontone) e dalle istituzioni (Il Percorso delle Fonti che sarebbe a neanche duecento metri da alcuni tratti dell’asse viario tra Casello e via Casilina). Due elementi che da una parte sono una anticipazione dello sviluppo possibile e dall’altra una idea diversa di valorizzazione del territorio.

Inoltre, la stessa realizzazione di un casello autostradale con uscita anche verso la Casilina risulta essere uno spreco di risorse: la distanza tra il casello previsto ed il centro abitato di Labico è di poco inferiore a quella con il casello di Valmontone. Il vantaggio che a parole (il casello a Labico) sembrerebbe realizzarsi, nei fatti sarebbe minimo e con l’aggravio della prospettiva di consumo di suolo già descritta. Per non parlare dei costi e dell’impatto necessari esclusivamente per realizzare i collegamenti ed i diversi accessi/uscite verso Labico e non per la Valmontone Cisterna. Escludere questo collegamento viario permetterebbe di pensare in modo più funzionale ed economico lo stesso casello e l’innesto tra autostrada e Valmontone Cisterna, riducendo anche l’impatto sul territorio di Valmontone.

Sulla base di queste valutazioni, il Circolo di Labico del Partito Democratico si adopererà per portare ai propri rappresentanti nelle istituzioni sovracomunali la richiesta di sostenere la proposta di stralciare dal progetto della Valmontone Cisterna il collegamento tra i due assi principali (autostrada Roma Napoli e Valmontone Cisterna) e la via Casilina e per condividere con i circoli indirettamente coinvolti di Valmontone e Artena le azioni atte alla salvaguardia del territorio coinvolto e della sua vocazione agricola.

Inoltre, ritiene fondamentale che il Consiglio Comunale affronti questa problematica e attraverso l’Amministrazione Comunale, che già nel 2022 si è espressa contro impattanti interventi infrastrutturale nel territorio, si possa avviare una interlocuzione con i soggetti attuatori dell’opera per richiedere questo stralcio.

Parallelamente si ritiene opportuno e necessario da parte dell’Amministrazione Comunale attuare tutte quelle politiche che, a prescindere dalle infrastrutture effettivamente presenti, possano preventivamente ridurre la possibilità di conversione logistica commerciale o produttiva dell’area interessata, valutando con quali azioni amministrative in materia di urbanistica si possa efficacemente vincolare e tutelare la zona, a partire dall’affrontare definitivamente la previsione nella variante generale al prg adottata nel 2007 dell’area artigianale a Colle Spina, ed allo stesso tempo con quali politiche continuare a valorizzare Valle Fredda ed i Casali, per esempio recuperando il progetto di istituzione del Monumento Naturale della Valle delle Canapine.

L’effettiva realizzazione della Valmontone Cisterna e della “tangenziale di Labico” segneranno lo sviluppo del nostro territorio, con diversi esiti possibili ed incideranno sicuramente sui programmi amministrativi di oggi e del prossimo decennio. Per questo vogliamo in modo chiaro ribadire il nostro no al collegamento ed all’ulteriore cementificazione di Valle Fredda e dei Casali che ne seguirebbe.