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Colleferro nello spazio: conto alla rovescia per il lancio di Vega


Un lancio che segna anche il ritorno in rampa del lanciatore dopo il fallimento della missione numero 15 per un’avaria nel luglio 2019

Il lancio del Vega in programma alle 3.51 (ora italiana) del 19 giugno rappresenta simbolicamente la ripartenza dell’Italia dello spazio dopo il lockdown dovuto alla pandemia di Covid-19, che ha rallentato la produzione ma non ha spento la creativit e la voglia di innovare propri di questo importante comparto dell’economia italiana.

Ora, assicura ad askanews il presidente dell’Agenzia spaziale italiana Giorgio Saccoccia, l’Italia dello spazio ha ripreso a correre. E guarda alle opportunità offerte dalla nuova esplorazione della Luna.

Presidente Saccoccia, il lanciatore europeo Vega, costruito da Avio negli stabilimenti di Colleferro alle porte di Roma, si appresta a tornare nello spazio per la sua prima missione del 2020, inizialmente prevista alla fine dello scorso marzo e rinviata a causa del lockdown dovuto alla pandemia di Covid-19. Un lancio che segna anche il ritorno in rampa del lanciatore dopo il fallimento della missione numero 15 per un’avaria nel luglio 2019. Possiamo dire che il Vega sulla rampa di lancio rappresenta simbolicamente la ripartenza dell’Italia per lo spazio post lockdown?

“Direi che sì, un bel paragone. Eravamo pi che pronti a partire a marzo, dopo un periodo davvero intenso e importante per le attivit spaziali del nostro Paese, basti pensare all’ultima Ministeriale Esa. Il lancio del Vega – sottolinea il presidente dell’Asi – rappresentava il risultato di questa corsa, a dimostrare quanto l’Italia prende sul serio lo spazio. Una storia di grande successo quella del Vega che ha inanellato 14 lanci di successo uno dietro l’altro, un fatto assolutamente non scontato nel trasporto spaziale. Oggi – osserva Saccoccia – guardiamo tutti con ammirazione a SpaceX dimenticando i tanti fallimenti lungo il suo cammino. Vega invece ha funzionato preciso come un orologio per 14 lanci e poi c’ stato un incidente, statisticamente prevedibile. Fatto tesoro di quanto emerso dall’indagine, eravamo pronti a ripartire a marzo e, ahim, arrivato il Covid. E veramente ci siamo fermati sulla rampa di lancio, tanto che prima della chiusura della base di Kourou per il lockdown sono state prese una serie di misure per mettere in sicurezza il lanciatore e i payload”.

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