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Colleferro, operaio pedinato e licenziato dall’azienda vince in tribunale e torna a lavorare

a cura della redazione

 

Il Tribunale di Roma, Sezione III Lavoro ha emanato una sentenza che restituisce dignità ad un diritto troppo spesso preso di mira ovvero quello di dare assistenza ad un familiare (l.104/92), come se fosse un reato o una “furbata” assistere un parente in condizioni di disabilità.

Ma vediamo con calma cosa era successo: la società Avio S.p.A. di Colleferro leader italiano ed europeo nella costruzione dei lanciatori (missili) di satelliti in orbita, dopo aver ingaggiato degli investigatori e fatto pedinare un proprio dipendente, aveva deciso di procedere con il licenziamento perché questo lavoratore era stato trovato in un supermercato o in un bar, o ancora a salutare un amico (come se il dovere di assistere un familiare implichi la segregazione in casa).

a San Cesareo
a Zagarolo

Il Tribunale di Roma ha respinto queste accuse e non solo ha dichiarato illegittimo il licenziamento ma ha anche ristabilito il reintegro di Fabio.

La soddisfazione dell’Usb

“Vi siete mai domandati  – scrive il coordinamento provinciale Usb – cosa può succedere quando si mettono insieme un operaio vittima di un’ingiustizia (Fabio), uno studio legale che crede nei diritti dei lavoratori  (Studio legale Di Folco) e  un sindacato che è davvero dalla parte dei lavoratori (USB)? Succede che le battaglie si vincono!

Succede che, quando si decide di lottare gli uni accanto agli altri si va dritti verso la meta della giustizia.
Perchè si, la giustizia esiste per davvero.

Come USB Frosinone ci stringiamo, con gioia, in un abbraccio fraterno intorno a Fabio che, grazie al suo coraggio ha deciso di non farsi intimorire  ed è andato avanti affidandosi a dei professionisti competenti, gli avvocati dello studio Di Folco che, sapendo esattamente da quale parte stare hanno perseguito la strada del diritto, tutelando passo dopo passo il lavoratore fino al raggiungimento di quella cosa meravigliosa che è la giustizia.

Grazie a Fabio che ha creduto in USB sentendosi protetto in un sindacato che crede nella classe operaia e nella dignità del lavoro e dei lavoratori.

Che il coraggio e la determinazione di Fabio possano essere da esempio a tutti e che questa straordinaria vittoria faccia tornare quella voglia di credere in un sindacato che fa ancora il sindacato (USB) non come chi sale sul carro dei vincitori a vittoria ottenuta per una lotta non combattuta o ancora peggio come chi disincentiva i lavoratori dalla lotta per rivendicare i propri diritti.

Che questa straordinaria vittoria faccia comprendere che non serve negare un locale aziendale per lo svolgimento di un’assemblea per ostacolare l’attività di un sindacato che è abituato a lottare nelle piazze, nelle strade e in ogni dove. Usb c’era, c’è e ci sarà!”.