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Come è nato Pinocchio a Poli: dietro le quinte del set

La magia di “Pinocchio”, il nuovo film di Matteo Garrone in onda su Rai1 questa sera, è anche Villa Catena a Poli, un piccolo museo a cielo aperto del cinema italiano, diventato celebre dopo l’acquisizione di Dino De Laurentis (LEGGI LA STORIA). Oggi il complesso di beni è gestito dalla società agricola Villa Catena srl, che si occupa dell’immenso patrimonio agricolo composto da oltre 86 ettari. Qui abbiamo incontrato il referente del complesso, Maurizio Gordiani, colui che ha messo in contatto la produzione con la proprietà e che ha reso alla fine possibile che a Poli si girasse questo capolavoro assoluto.

Come è nata l’idea di girare a Villa Catena il Pinocchio di Garrone?

Fui contattato dal location manager Gennaro Aquino della produzione e poi da Matteo Garrone stesso che intendevano vedere la struttura, famosa per i suoi trascorsi storici e la sua bellezza. L’avevano trovata tramite una ricerca su Google, poi dopo un complesso giro di telefonate sono arrivati a me. Abbiamo fissato un appuntamento a marzo e sono arrivati a Poli. A una prima visita sono rimasti davvero affascinati. In sostanza hanno detto subito sì.

Quanto sono durate le riprese?

Da aprile a giugno, in vari intervalli di tempo.

È un periodo abbastanza lungo, immaginiamo ci sia stata dietro un’organizzazione importante.

C’era in effetti un’enorme macchina al seguito, composta da tecnici, scenografi e truccatori. È stato impressionante vederli all’opera, credo che c’era il meglio delle professionalità nel panorama europeo. I camper e la logistica erano collocati nel vicino parco della Merla, il set era nel cuore degli edifici di Villa Catena, sotto l’occhio attento del regista.

Che impressione ha avuto vedere all’opera Matteo Garrone?

Colpisce la sua attenzione al minimo dettaglio. Ricordo ad esempio che per girare la scena del cane Medoro, con protagonisti anche Ceccherini e Papaleo, impiegarono una giornata intera. Eppure la scena dura solo 23 secondi nel film. Ricordo anche che mentre si lavorava a una delle ultime scene c’era un rumore in lontananza, che io onestamente non avvertivo. Abbiamo girato in lungo e in largo, poi ci siamo accorti che sulla strada per Gallicano un signore stava tagliando l’erba. Abbiamo chiesto se poteva smettere perchè stavamo girando un film importante: è stato felice di farlo.

Matteo Garrone in compagnia del sindaco, di Matteo Gordiani e altri rappresentanti istituzionali

Da sinistra Maurizio Gordiani, Matteo Garrone e Alessandro Tapini

E quando ha incontrato Roberto Benigni?

È stato un incontro piuttosto curioso. Era in tenda, non sembrava lui. Gli ho detto: “Sei Roberto?” Lui mi ha risposto: “È certo, non mi vedi”. Ha iniziato a parlare e fare battute: simpatico e umile nel suo lavoro.

Ci sono state difficoltà?

Sicuramente, non è stato facile girare e gestire il tutto con le condizioni meteo avverse di quei giorni. Pioveva praticamente ogni giorno, molti mezzi sono rimasti impantanati più volte nel parco agricolo. L’aria fresca ha però aiutato gli attori in costume e in particolare Pinocchio, che sembrava davvero un pezzo di legno, nel senso materiale anche del termine. Sotto il sole forse sarebbe stato impossibile.

Ha visto il film?

Sì l’ho visto ed è un vero capolavoro

Cosa riconosce di Villa Catena?

La Villa si vede chiaramente in molte scene e in particolare nella scena clou del film, quando Pinocchio diventa un bambino. C’è una bellissima panoramica dove si riconoscono molte strutture e l’immenso parco.

La realtà a Villa Catena ci racconta però ben altro. La struttura è ormai in decadenza da anni.

È una vera emergenza. Con il passare degli anni sono crollati i tetti del Conventino e del Casino papale, che sono ormai irrecuperabili. Oggi possiamo salvare la Villa del Principe e i due Palazzi Gemelli, ma bisogna far presto. Ci sono altri 24 edifici e poi un laghetto con una cascata, un complesso archeologico e naturalistico unico. Non possiamo perdere per sempre questo patrimonio.

E cosa si può fare con la proprietà?

La proprietà ha presentato l’ennesimo progetto di riqualificazione che prevede un insediamento turistico-agricolo. L’idea, cioè, è quella di fare attività turistiche e agricole per proteggere anzitutto queste strutture.

E il cinema?

Credo che nei prossimi anni Villa Catena possa essere riscoperta. Lo stesso Matteo Garrone ha detto che ha intenzione di girare altri film qui e il suo manager ha segnalato la struttura ad altri registi.

A Prato in questi giorni ci sono in mostra i costumi di Pinocchio. Non sarebbe bello portarli a Poli? Magari questa estate?

Sarebbe un’idea meravigliosa. Stiamo preparando un progetto di visita che possa raccontare i 113 film girati con De Laurentis e poi il Pinocchio di Garrone. Ora dobbiamo pensare a mettere in sicurezza gli edifici e le strutture, da qui si può ripartire per nuovi e ambiziosi progetti per il futuro.

(in foto la casetta al centro delle scene del film Pinocchio)