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Concorsopoli, in ballo la sorte dei lavoratori


I chiarimenti del sindaco in merito al concorso che ha coinvolto molti esponenti politici locali

“Non siamo né in campagna elettorale né davanti al giudice di un Tribunale, siamo qui per mettere a disposizione gli atti. In questo momento il nostro Comune è in difficoltà, non abbiamo né il segretario comunale né il responsabile del procedimento dopo la rimozione del dottor Mori in seguito al parere dell’avvocato Stefano Trippanera, che ha parlato di procedura viziata dicendo che ‘l’amministrazione dovrà valutare la percorribilità dell’annullamento degli atti in autotutela tenendo conto delle prerogative degli interessati’, ed è su questo che valuteremo cosa fare perché stiamo decidendo le sorti di 44 persone che stanno lavorando e di altri 86 che potrebbero iniziare a lavorare, oltre che delle amministrazioni che ne stanno usufruendo”. Lo ha detto il sindaco di Allumiere, Antonio Pasquini, intervenendo in commissione Trasparenza della Regione Lazio in merito al concorso pubblico bandito dal suo Comune nel 2020.

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“Abbiamo ritenuto opportuno rimuovere Mori dalla sua funzione, ma non è una condanna o un giudizio, è stato fatto perché il legale ha rilevato alcune anomalie di cui non eravamo a conoscenza- ha sottolineato Pasquini- e ho preso io a interim in fase urgente l’incarico, che a breve verrà riassegnato a un’altra persona più competente di me e mi auguro esterna: parliamo di piccole anomalie e vizi di forma, come l’aumento degli ammessi, che ci hanno però comunque destabilizzato. Ovviamente da uomo di legge e di Stato voglio la legalità e quindi gli atti devono essere atti leciti, ma non sono io né questa commissione a doverlo giudicare, ci sono giudici, magistrati e la parte inquirente che presumo stia operando e verificando tutto il procedimento. Mi auguro che al più presto venga fatta chiarezza sul concorso, senza dire se dovrà essere annullato o salvato”. “Partecipo a questa commissione per senso di trasparenza e collaborazione tra istituzioni dopo aver visto troppi giudizi frettolosi senza leggere le carte che hanno danneggiato e aggredito una comunità e il sottoscritto, che non è solo un sindaco ma un padre, un marito, una persona: siamo stati messi alla gogna dall’Italia intera senza giudizi dei Tribunali ma solo mediatici”, ha concluso il primo cittadino di Allumiere.

“Il concorso in oggetto parte in tempi lontani, nel 2019, in seguto al Piano assunzioni del 2019-20-21, e si parte non con il concorso ma con le mobilità per sopperire a delle carenze di organico dopo anni senza assunzioni: avevamo solo una posizione organizzativa che copriva tutte le funzioni. Siamo un piccolo Comune di 4mila abitanti sui monti della Tolfa ma dentro abbiamo tutti i settori che hanno i vari Comuni. A dicembre poi quell’unica posizione è andata in pensione e non avevamo più personale. Abbiamo fatto la mobilità volontaria e obbligatoria chiedendo ai Comuni vicini e alla Funzione pubblica ma non ha avuto esito, e lì finisce la parte politica e parte il concorso che è stato affidato al responsabile del procedimento”. Pasquini ha spiegato che “l’incarico di redigere il bando è stato affidato a una società esterna perché eravamo senza personale e ci siamo avvalsi della collaborazione dei Comuni limitrofi, come Tolfa con cui condividevamo il segreatario e condividiamo ancora oggi il responsabile teinico. A loro nel 2020 abbiamo chiesto una posizione D, individuata nel dottor Andrea Mori, per seguire il procedimento e svolgere tutte le procedure del concorso. Ha nominato la commissione secondo il regolamento approvato in tempi non sospetti, nel 2010, e i responsabili delle risorse umane hanno portato avanti tutte le procedure”.

Già da queste fasi, ha sottolineato il sindaco, “non era più presente la parte politica, è la parte tecnica che ha portato avanti il concorso insieme allla società esterna. Inizialmente questa società ha impostato le prove secondo un punteggio di idoneità di 21/30esimi ma poi hanno deciso di farle passare a 45 domande perché sono state fatte le prove preselettive, il cui svolgimento è previsto se le domande sono di almeno 20 volte superiori alle posizioni da coprire, come è stato: a quel punto il punteggio per l’idoneità alle prove è passato da 21 su 30 a 31 su 45”. Il bando, ha proseguito Pasquini, “prevedeva il passaggio alle fasi successive di 20 persone più i pari merito, ma la commissione e il presidente in temnpi non sospetti, ossia prima dell’apertura delle buste e della prova preselettiva, hanno deciso di ampliare questo numero in funzione di due fatti: l’articolo 10 del regolamento del bando che riserva all’amministrazione il diritto di modificare e anche revocare bando e secondo cui hanno ritenuto di allargare la platea a tutti coloro che avessero preso 31/45esimi, fatto che ho appreso dalla televisione, e inoltre la direttiva 3 del 2018 della Funzione pubblica sulle linee guida sullo svolgimento dei concorsi. In questi giorni c’è stata anche una sentenza del Tar della Campania su un concorso in cui sono stati portati da 100 a 200 posti della prova preselettiva, con il Tribunale che ha spiegato che non serviva la pubblicazione in Gazzetta ma bastava metterne a conoscenza i candidati”.