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Coronavirus a Palestrina, tampone negativo in ospedale


Prima le voci in città (alcune anche improbabili) poi l’attesa in ospedale

Un giornata di voci in giro per la città, audio che viaggiavano via whatsapp (alcuni anche improbabili) e una psicosi esplosa all’inverosimile, tra ipotesi e congetture varie.

Alla fine è arrivata l’ufficialità: il tampone al Coronavirus all’ospedale di Palestrina è risultato negativo. Si attendeva l’esame inviato allo Spallanzani di Roma, in una sequenza al cardiopalma sia per gli operatori che per i tanti cittadini dopo che la notizia era fuoriuscita all’esterno scatenando il panico sui social. Il primo tampone ha dato esito positivo ed è scattata dunque il secondo invece che ha dato esito negativo a quel punto è scattato la richiesta di esame di un terzo campione. I primi due erano già a disposizione dei medici a Palestrina, il terzo si è fatto attendere, smentendo alla fine il risultato.

Il caso dell’ospedale di #Palestrina relativo al paziente in dialisi è difinitvamente negativo come è stato comunicato dall’Istituto Spallanzani alla Asl Roma 5

Comunicato dell’Asl Roma 5

Secondo quanto trapelato, si tratta di un uomo di 57 anni, residente a Genazzano, che era già in cura presso il nosocomio di Palestrina presso il reparto Dialisi.

Intanto la direzione sanitaria, al fine di assicurare il contenimento del virus, ha sospeso a partire da oggi tutte le attività ambulatoriali. “Vanno fatte salve le prestazioni ambulatori recanti motivazioni di urgenza (classe di priorità U) nonché quelle di dialisi, quelle oncologiche-chemioterapiche e i controlli ortopedici e chirurgici”.

Nel frattempo al Coniugi Bernardini proprio ieri è arrivato il primo container (LEGGI QUI) che funzionerà da sala pre-triage, per filtrare i casi che arrivano in ospedale.

A oggi sono 44 nella Regione Lazio i casi positivi al #COVID19, oltre i 3 guariti. Di questi, 14 sono in isolamento domiciliare, 20 sono ricoverati non in terapia intensiva e 7 sono ricoverati in terapia intensiva. 5 pazienti sono stati dimessi dallo Spallanzani

Proprio ieri il sindaco di Genazzano aveva scritto a Monti Prenestini un attacco duro (LEGGI QUI)

COME FUNZIONA IL TAMPONE

Il tampone faringeo è un test che consente di analizzare la mucosa della faringe, per permettere l’individuazione di eventuali batteri. Solitamente si efettua in caso di sospette infezioni ed è il modo più immediato per capire se una persona abbia contratto il Covid-19. Si tratta, come riporta il sito di Humanitas, di un esame “rapido e indolore”. Infatti, per prelevare la mucosa è sufficiente introdurre in bocca un bastoncino rivestito di cotone, simile ai cotton fioc che si usano per le orecchie, che aiuterà il medico a prelevare il materiale “dalla superficie della mucosa tonsillare”. Inoltre, l’operatore sanitario usa un abbassalingua (lo stecco che serve per tenere ferma la lingua), che permette un più facile accesso alla faringe e evita che il tampone venga contaminato da altro materiale biologico, presente su denti e lingua.

Una volta prelevato un campione di materiale genetico, il tampone viene immerso in un gel e mandato nei laboratori di analisi, che hanno il compito di verificare la positività o meno al virus.

Il viaggio del test

Una volta arrivato al laboratorio, i tecnici analizzano il campione, per determinare l’eventuale presenza batterica e porzioni di codice generico del coronavirus. L’esito del test può richiedere, in condizioni standard, dalle 4 alle 6 ore. Se il tampone faringeo risulta positivo al Covid-19 viene fatta un’ulteriore verifica, come previsto dal protocollo, per confermare in modo definitivo il contagio.

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