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Cave, 34enne morto. La denuncia dei Cobas: “L’azienda conosceva i rischi”


Riceviamo e pubblichiamo la richiesta di chiarimento di Alessandro Pullara dei COBAS settore TLC

“In relazione alla morte del giovane collega del call center YOU CENTER ITALIA srl, del Gruppo Distribuzione con sede in via Faustiniana, i Cobas denunciano che l’azienda contrariamente a quanto affermato a mezzo stampa sapeva del contagio contratto ma ha agito con colpevole negligenza per non intaccare non solo la sua immagine ma anche i livelli di produttivita’”. E’ quanto si legge in una nota Cobas.
Secondo Alessandro Pullara dei COBAS settore TLC, “il primo intervento per l’applicazione delle norme di sicurezza previste dai DPCM governativi sono avvenute a partire dal 9 Marzo e solo dopo che alcuni lavoratori hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine per pretenderne la sacrosanta l’applicazione”.

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E’ solo a quel punto, proseguono i COBAS, che sono cominciati ad apparire i primi allert, ma sono state le forze dell’ordine a pretendere la disposizione a scacchiera per il rispetto delle distanze ad esempio.
“Il collega deceduto, ai cui familiari e amici vanno le condoglianze dei COBAS- si legge ancora- e’ rientrato al lavoro prima di accusare i sintomi evidenti del contagio. A quel punto l’Azienda avrebbe dovuto attuare, secondo i COBAS tutti i protocolli di sicurezza, compresa la chiusura dei reparti dove era impiegato il team leader e l’invito alla quarantena per tutto il personale venuto a contatto con lui”.

La Youtility Center, in un comunicato, ha spiegato che “abbiamo provveduto noi a contattare le strutture di competenza per condividere le azioni che autonomamente e preventivamente abbiamo adottato”, lasciando dunque intendere di aver preceduto le disposizioni delle autorità sanitarie.

Secondo la ricostruzione epidemiologica effettuata dalla Asl Roma 2, il 34enne avrebbe trascorso un weekend a Barcellona con gli amici, dal 6 all’8 marzo. Poi avrebbe iniziato ad accusare i primi sintomi l’11 marzo. Il 16 la situazione si è fatta seria: trasportato al pronto soccorso di Tor Vergata, è finito direttamente in terapia intensiva. Nonostante il rapido decorso della malattia, gli amici del gruppo di Cave e Labico sostengono che “è stato cosciente fino all’ultimo, sabato pomeriggio scriveva in chat” – dicono al Fatto Quotidiano.

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