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Coronavirus, ipotesi chiusura scuole: i dettagli


Finora questa misura era stata evocata ma non proposta dal Comitato tecnico scientifico voluto dal premier Giuseppe Conte.

Il governo sta valutando la chiusura delle scuole in tutta Italia. L’ipotesi è uno dei temi chiave sul tavolo della riunione tra il premier Giuseppe Conte e i ministri a Palazzo Chigi in corso questa mattina. Fonti ministeriali chiariscono che ancora «nessuna decisione è stata presa al riguardo né sull’effettiva chiusura delle scuole né sul giorno a partire dal quale la misura potrebbe essere resa attuativa». Finora questa misura era stata evocata ma non proposta dal Comitato tecnico scientifico voluto dal premier Giuseppe Conte. Ma si sta valutando in queste ore in base all’evoluzione della curva dei contagi. Del resto tra oggi e domani è atteso un nuovo Dpcm che integrerà quello in scadenza l’8 marzo e che andrà in vigore lunedì 9 marzo.

“I contagi aumentano anche nel Lazio e c’e’ la necessita’ di frenare la diffusione del virus, pertanto per la Lega occorre mettere in campo tutte le misure utili, a partire dalla chiusura immediata delle scuole e delle universita’. Non possiamo pensare di bloccare con il buonismo l’emergenza nella provincia di Latina e nelle altre zone colpite”. Cosi’ in una nota i deputati della Lega Francesco Zicchieri e Claudio Durigon, rispettivamente coordinatori del partito nel Lazio e di Roma e provincia, commentano l’aumento dei contagi nel Lazio.

L’Unione Sindacale di Base ha inviato al Governo la richiesta di “una direttiva urgente che scongiuri per i lavoratori della scuola conseguenze retributive e contributive legate alle ordinanze con le quali in vari territori e’ stata disposta la chiusura dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuoledi ogni ordine e grado, ordinanze emanate per ragioni di salute pubblica e di contenimento del rischio epidemiologico Covid-19. Usb chiede di considerare con valore retroattivo, a far data dal primo giorno di chiusura delle scuole, le giornate di assenza conseguenti alla emergenza sanitaria in atto, ove debitamente documentate, quali giornate di servizio effettivamente prestato dal punto di vista sia retributivo sia contributivo, sia per i lavoratori pubblici che per i lavoratori impiegati nel servizio pubblico ma con contratti di natura privata. Usb ha anche segnalato al governo la necessita’ di uno stretto monitoraggio delle modalita’ con le quali sta avvenendo la sanificazione degli uffici pubblici, con l’utilizzo di materiali estremamente invasivi, in un settore, quale quello delle pulizie e multiservizi, caratterizzato da catene di appalti e sub-appalti”.
Cosi’ in un comunicato l’Unione Sindacale di Base – Pubblico Impiego.

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