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Ospedale di Palestrina, la paura del contagio. Cisl Fp: “Situazione insostenibile nel pre triage”


Ancora criticità al Coniugi Bernardini

È un problema comune a tutte le Asl del Lazio quello della mancanza di dispositivi di protezione individuali (DPI), ma ora al terzo giorno di emergenza la situazione è diventata per lavoratori e sindacati “insostenibile”. Anche Palestrina conferma il trend negativo, con vere e proprie situazioni di pericolo reale.

Oggi Dimitri Cecchinelli e Silvia Menegatti, rispettivamente segretario e delegato Cisl Fp, sono tornati a scrivere una lettera alla direzione sanitaria generale chiedendo nuove misure a tutela della salute dei dipendenti dell’ospedale Coniugi Bernardini. “Nel ricordare che tra i doveri del datore di lavoro si annovera anche la salvaguardia della salute dei lavoratori – si legge nella missiva – si comunica che in caso di contagi tra il personale, imputabile alla carenza di DPI, la Cisl Fp si costituirà parte civile al fianco dei soggetti eventualmente coinvolti”.

I sindacati citano il caso di un’infermiera costretta a lavorare nel turno di notte in un reparto alla presenza di sei casi sospetti e un caso positivo al Covid in attesa di trasferimento senza DPI.

E la battaglia dei sindacati al Coniugi Bernardini non interessa solo i DPI.

“Il container destinato all’attività di pre-triage è stato sistemato in un piazzale sito dietro il Ps – si legge nella nota – con conseguenti difficoltà logistiche di collegamento con il resto dei servizi interni all’ospedale come anche il trasporto dei pazienti presso il PS. In più si sottolinea che in questo container l’infermiere turna da solo anche di notte. A fronte di ciò – aggiungono – si chiede di rivedere la collocazione del container prendendo in considerazione, come fatto inizialmente, l’ampio piazzale posto immediatamente di fianco all’ingresso del PS al fine di rendere più agevole l’accesso al PS e ai servizi; di aumentare a tre guardie giurate la vigilanza durante il turno di notte a tutela dell’infermiere del pre triage; di rendere trasparente l’assegnazione dei DPI, consegnandoli direttamente ai vari reparti coinvolti”.

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