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Palestrina, parla un 26enne: “Ho visto il dramma del Coronavirus, ragazzi non scherzate”


La storia di Simone, ricoverato per due giorni i al Gemelli per caso sospetto

“Sono state le 48 ore più brutte della mia vita, non tanto per me, quanto per chi mi sta vicino”. A parlare a Monti Prenestini è Simone, un ragazzo di 26 anni di Palestrina ricoverato al Policlinico Gemelli per un caso di sospetto Coronavirus.

“Avevo la febbre alta, oltre i 38, con difficoltà di respirazione – racconta Simone. Stavo prendendo un antibiotico, ma non guarivo. A quel punto, come da indicazioni del ministero, non sono andato al pronto soccorso ma ho chiamato il 112. È scattato un primo protocollo, mi hanno misurato la respirazione e hanno riscontrato in effetti che c’era un problema. Avevo avuto contatti con due ragazze di Milano e questo ha aggiunto dubbi.

Visto i sintomi, sono stato così condotto tramite un’ambulanza arrivata da Zagarolo direttamente al policlinico Gemelli di Roma. Qui – continua Simone – ho dovuto attendere 4 ore in ambulanza prima che si liberasse una sala per la sanificazione. È in queste ore che ho visto il dramma del Coronavirus: dottori che da tre giorni non staccavano dal turno, persone intubate piangere disperate e gente in isolamento in sale d’attesa fatte al momento. Io ero preoccupato soprattuto per mio padre, ha avuto un intervento a cuore aperto, mi facevo mille domande, è stato terribile. Mi hanno sottoposto a un tampone al naso e alla gola, i risultati sono arrivati dopo 24 ore: per fortuna sono risultato negativo. Dopo due giorni e mezzo sono tornato a casa con la consapevolezza che stiamo vivendo davvero un dramma senza precedenti che non possiamo sottovalutare con i nostri comportamenti quotidiani. A noi giovani soprattutto – aggiunge – sta rispettare le norme diramate dal Governo”.

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