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Il sindaco di Palestrina: “Vicini a chi soffre, ora serve l’aiuto di tutti per vincere questa battaglia”


Come il Coc sta affrontando le emergenze: tra paure, fake news e una decina di provvedimenti da mettere in pratica. L’intervista a Mario Moretti

In pochi giorni si sono dovuti adeguare velocemente alle decine di provvedimenti emessi dal Governo e dalla prefettura, una continua rincorsa a correzioni, aiuti e provvedimenti presi a malincuore, in una tragica discesa verso il baratro. Con la chiusura totale (o almeno quasi totale) di tutte le attività, oggi nei centri operativi comunali (Coc) allestiti nei vari comuni dei Monti Prenestini si respira un’aria di sconforto e rassegnazione.

Il telefono squilla continuamente per domande e richieste di intervento domiciliare, si risponde con la consapevolezza che per tutti oggi non c’è una soluzione nell’immediato, ma se ciascuno di noi farà la propria parte molto presto potremmo uscirne. Così è anche a Palestrina, il maggiore centro di questo territorio, oggi diventato epicentro del dramma del Coronavirus per le sue attività pubbliche, dall’ospedale ai centri di attività commerciale. Monti Prenestini ha incontrato il sindaco Mario Moretti per cercare di fare un po’ di chiarezza nel grande caos di queste comunicazioni che, da un giorno all’altro, ci hanno chiuso tutti in casa.

Sindaco qual è la situazione a Palestrina?

Siamo solo all’inizio di una battaglia e dobbiamo esserne tutti quanti consapevoli. Sono molto preoccupato e non nascondo di aver avuto attimi di sconforto in questi giorni. Non è facile vedere avanzare questo dramma davanti agli occhi, senza avere praticamente mezzi per difendersi. Il pensiero va anzitutto alle persone che soffrono e a quelle fragili, che in questi giorni tenacemente stanno conducendo la propria battaglia personale. A loro vorrei far sentire la mia personale vicinanza.

Fino a ieri (11 marzo) nell’Asl Roma 5 i contagiati erano 13, di questi però ancora non conosciamo, almeno in via ufficiale, la distribuzione territoriale. Perchè?

Si tratta di precise disposizioni degli enti sovracomunali che gestiscono l’emergenza e ai quali noi sindaci dobbiamo attenerci rigorosamente se vogliamo ragionare come un’unica squadra in battaglia.

Per ora Palestrina sembra essere stata toccata marginalmente. È così?

Io dico che nessun comune, anche piccolo, è immune. Ci sono e ci saranno anche casi a Palestrina, l’Asl ha avviato tutte le procedure adeguate per affrontare le singole situazioni. Chi doveva essere informato è stato raggiunto. Ci sono persone in osservazione, altre che sono uscite da questo incubo. Ognuno silenziosamente sta conducendo la propria battaglia. A noi come autorità e come cittadini non resta che rispettare le regole, stare a casa e uscire se non per esigenze necessarie. Non c’è alcun motivo di diffondere allarme e panico, facciamo il nostro dovere per tornare a riabbracciarci il prima possibile.

Come state conducendo la battaglia in Comune?

Innanzitutto, ieri abbiamo incontrato con le dovute precauzioni anche le opposizioni. Voglio ringraziare pubblicamente i capigruppo per la disponibilità e il contributo offerto. In questi giorni non esistono appartenenze, si va tutti verso un’unica direzione: sconfiggere il virus.

Avete provveduto a stanziare fondi straordinari nel bilancio?

Al momento non c’è stato bisogno. Abbiamo provveduto ad acquistare nuovo materiale come i dispositivi di protezione individuale, ma non sono facilmente reperibili sul mercato. Nei prossimi giorni faremo un confronto anche con gli enti regionali e la Città Metropolitana.

Avete ricevuto qualche aiuto in particolare?

Il lavoro che stiamo facendo in queste ore con i servizi sociali, che ringrazio per il lavoro, va alle persone fragili, che non sanno come comportarsi e che continuano ad avere bisogno di assistenza h24. A loro abbiamo dedicato un’attenzione particolare, perchè abbandonarli in questo momento sarebbe stato l’ennesimo dramma da sopportare. Per tutte le altre situazioni invito tutti i cittadini a segnalare quali sono le specifiche esigenze.

Da ieri anche i bambini di Palestrina  hanno avviato una catena di disegni dal titolo “#andràtuttone”. Cosa intende rispondere a loro?

Che andrà tutto bene, ne siamo tutti sicuri, ma ora più che mai dobbiamo dare il meglio di noi stessi come cittadini, uomini e donne di una comunità straordinaria che ha tantissima voglia di tornare alla normalità.

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