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Coronavirus, picco “rinviato”: cosa bisogna aspettarsi secondo gli esperti


Secondo i medici il massimo dei contagi dovrebbe arrivare tra dieci giorni. I modelli statistici invece anticipano

A Roma “ci dovremmo aspettare il punto massimo entro i prossimi dieci giorni”. E’ la previsione di Francesco Le Foche, immunologo dell’Umberto I, intervenuto alla trasmissione ‘I lunatici’ di Rai Radio 2.
“Qui andiamo abbastanza bene- ha detto- la sanita’ romana tiene, abbiamo un significativo numero di posti letto, per il Covid19, sono state aperte nuove corsie. E poi voglio segnalare che le persone si comportano benissimo, si comportano in modo rispettoso delle regole”.

Anche il capo della protezione civile Angelo Borrelli, a Rai Radio Due conferma la previsione dell’esperto che potrebbe arrivare dunque non la prossima settimana ma quella ancora successiva. Saremmo così all’inizio di aprile e da lì dovrebbe ripartire la curva discendente.

Secondo le previsioni di Barbara Guardabascio, ricercatrice presso la Direzione per la metodologia e il processo statistico dell’Istat e docente a contratto a Tor Vergata e alla LUISS, e Federico Brogi, anche lui statistico con esperienza di rilevazione ed analisi dei dati in materie sociali ed economiche, il picco sarebbe invece arrivato oggi.

I due ricercatori spiegano al Messaggero quali sono i parametri che hanno adottato: “Nel lavoro abbiamo unito nozioni provenienti dall’epidemiologia con metodi adottati nell’analisi delle serie storiche. In particolare per analizzare l’espansione del virus abbiamo considerato: l’andamento del COVID19 in Cina, unitamente al tasso di contagio opportunamente corretto in funzione delle politiche restrittive adottate dal governo che riguardano: la capacità del sistema sanitario di individuare i soggetti positivi (attraverso l’incremento dei tamponi), l’adozione di misure di quarantena e la compliance dei soggetti sottoposti a restrizioni”.

Tra le evidente emerse, picco in questi giorni, fine del tunnel intorno al 30 aprile e un cospicuo numero di contagiati.

Secondo i loro calcoli, “dovremmo arrivare ad avere un numero di contagiati esiguo nella fine di aprile con un margine che oscilla di circa 10 giorni in base al livello di compliance e alla eventuale adozione di ulteriori misure restrittive da parte del Governo. I tamponi a tappeto riducano il contagio al massimo del 57% con la quarantena fatta bene arriva fino al 78% di riduzione del contagio. Adottandole entrambe il governo è arrivato a ridurre del 91%. I risultati ottenuti in questi giorni ci fanno ben sperare sull’evoluzione del virus. In questo momento stiamo seguendo il trend e attendendo di verificare quando ci sarà l’effettiva inversione di tendenza”.

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