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La storia di Linda: “Così insieme a San Cesareo sconfiggeremo il Coronavirus”


Un intero territorio al fianco della giovane mamma nella sua battaglia contro la malattia

È il primo caso under 30 di contagio da Coronavirus nell’Asl Roma 5. La sua storia ha fatto ieri rapidamente il giro dei social, tra commenti indicibili e tanti, tantissimi messaggi di solidarietà, cresciuti di ora in ora e riuniti in un movimento dal titolo: “Un cuore per Linda”. È questo il nome della mamma di San Cesareo risultata ieri positiva al tampone Covid 19. Monti Prenestini l’ha raggiunta via chat a casa, dove sta conducendo insieme alla famiglia e al supporto di istituzioni e associazioni la sua battaglia contro il Coronavirus.

La prima cosa che vogliamo chiederti è come stai?

Oggi abbastanza male. Ho febbre, dolori e tosse.

Che cosa prevede la tua cura?

È come combattere un’influenza seria. Per ora sto assumendo un antibiotico tramite aerosol.

Ci sono particolari misure che si prendono a casa?

Naturalmente l’isolamento. I miei figli e mio marito sono con me, ma non posso evidentemente avere contatti.

E invece con l’esterno?

Ricevo costantemente telefonate dal Comune, dall’Asl, dal maresciallo della stazione dei carabinieri, dalla protezione civile e poi da tante persone che vogliono accertarsi sulle mie condizioni. Vorrei ringraziare dal profondo del cuore in particolare le mamme della I E, il Luogotenente Daniele Esposito, l’appuntato Maria Rosati e il comandante dei vigili Giuseppe Lamboglia e il sindaco Alessandra Sabelli.

Insomma, è una battaglia che stai portando avanti insieme a un paese.

Sì, anche se dopo la diffusione della notizia ho ricevuto da alcuni commenti a dir poco offensivi. Ringrazio chi mi ha difeso e chi mi è stato vicino.

Hai paura per i tuoi figli e amici?

Certo, ora è il mio incubo. Non riuscirei mai a perdonarmelo.

Perchè hai deciso di uscire allo scoperto e raccontare la tua storia?

Perchè volevo essere io a raccontare e non lasciare agli altri cosa dire. In un paese si viene a sapere tutto e i social amplificano alcune volte delle storie. Tanto vale allora dirlo e informare.

Dove pensi di aver contratto il virus?

Credo all’ospedale, avevo mio figlio ricoverato a Palestrina. Siamo usciti e quattro giorni fa la Asl mi ha sottoposto a tampone a seguito di alcuni sintomi riscontrati. Ieri l’esito è stato positivo.

Come’è oggi il tuo stato d’animo?

Sicuramente un po’ meglio, perchè fa piacere avere tante persone dalla tua parte. Ma ho paura, per me e per tutti gli altri. Spero che finisca questo incubo.

Cosa ti sentiresti di dire alle persone ammalate come te?

In questo momento è difficile davvero esprimersi, ma credo che la speranza e la fiducia siano sentimenti positivi in questo momento che possono aiutare a combattere la nostra battaglia personale contro questo virus.

(In foto, uno dei tanti messaggi diretti a Linda)

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