Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

San Cesareo, in isolamento da dieci giorni. “La febbre e i tamponi, vi racconto il mio calvario”


La storia di Andrea, 38enne sospetto di contagio

Sono in quarantena da 10 giorni e vi voglio raccontare cosa NON è successo in questi giorni. 

Venerdì 6 Marzo rientro a Roma a casa dai miei viaggi di lavoro, abbastanza tranquillo e rilassato nonostante le notizie del nord Italia.

Sabato sera Giuseppe Conte annuncia che L’Emilia Romagna e le Marche diventano Zone Rosse, e la Regione Lazio fa un decreto dove chi fosse stato in quelle zone doveva denunciarsi. 

Domenica mattina, per senso civico e per tutelare me, familiari e amici, chiamo subito e mi autodenuncio, dichiarando i miei spostamenti e mettendomi subito in autoquarantena, avvisando anche gli organi coinvolti, come il Sindaco e il mio Medico di Base, come da Protocollo.

Lunedì vengo contattato prima dall’Asl di Tivoli, e poi da quella di Colleferro, dove mi fanno delle schede per prendere le mie generalità e tenermi monitorato. 
Da questo momento vengo messo in quarantena obbligatoria fino al 21 marzo, e mi avvisano che non mi verrà fatto nessun tampone, nonostante avessi qualche sintomo ma niente febbre, sottolineando che devo stare lontano dalla famiglia in una stanza con bagno indossando in casa mascherina e guanti.

Mi richiamano poco dopo e mi dicono: 
ASL:“Andrea c’è un Link, le facciamo il tampone”,
Io: ok
Mi richiamano ancora dopo e mi fanno:
Asl: guardi al momento se non è gravemente malato non gli facciamo nulla.”
Io: va beh

Ahimè, La notte di Martedì mi sento male, tanto che, come da loro indicazioni, chiamo subito il numero di riferimento e mercoledì alle 12.40 mi vengono ad effettuare 4 tamponi (2 nel naso e 2 in gola, non immaginate che dolore), assicurandomi la risposta entro 24/48 ore e risottolineando che devo stare separato dai bimbi in casa. (Impossibile, ci sono riuscito per 36ore, anche perché non vivo in un castello).

Ecco precisamente da questo momento inizia il calvario, ogni giorno mi chiama l’asl per tenere monitorato me e la mia famiglia, e ogni giorno mi rispondono che i risultati dei tamponi non ci sono e che la situazione è drammatica perché i laboratori sono sotto stress e con tamponi da lavorare di oltre una settimana.

È stata una settimana stressante, che non auguro a nessuno, in questa settimana avrò sentito le varie AsL di competenza minimo 4 volte al giorno, e la situazione che c’è fuori è veramente fuori controllo.

In tutto questo però devo sottolineare la vicinanza da parte della Sindaca Alessandra Sabelli, di Loredana, del Comandante dei Vigili e dei Carabinieri, che appresa la notizia si sono resi disponibili fin da subito, nel supportare me e la mia famiglia, chiamandomi anche più volte per ribadire il loro aiuto.

Allo stesso tempo però, devo necessariamente dire, che il mio Medico di Base, forse impreparato da una situazione come questa, è stato completamente assente, nonostante le mie chiamate alle quali non ricevevo risposta o ai miei sms dove sono stato all’inizio ignorato e poi con una risposta come questa:

Mi auguro veramente che ogni cittadino rispetti le regole imposte, altrimenti per come siamo “organizzati” e “strutturati”, non ne usciremo più.

Come dice un mio amico, per l’atteggiamento dei cittadini e di alcuni organi coinvolti, questo è “un virus all’italiana”.

A dimenticavo dopo 159 ore 42 minuti e 25 secondi, ho ricevuto l’esito, ed è NEGATIVO.

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