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Così 12 anni fa moriva Roberto Sutera. San Cesareo ricorda

“A Roberto piaceva fare il carabiniere ed era uno che non si risparmiava mai, era sempre disponibile con tutti”.

”Ho avuto l’onore di lavorare con Roberto, un amico, un carabiniere, un gran lavoratore. Ogni anno si riapre una ferita che mai si rimarginerà. Quando muore un carabiniere con il quale hai condiviso gioie e dolori, muore uno di famiglia”.

Sono solo alcuni ricordi selezionati di Roberto Sutera, il carabiniere in servizio a San Cesareo morto il 4 luglio del 2007 a seguito di uno inseguimento.

La Fiat Stilo sulla quale viaggiava era stata speronata e si era ribaltata durante un inseguimento a un furgone “sospetto”.

Il furgone era stato ritrovato abbandonato e incendiato. L’autista, residente a Colleferro, e con alle spalle diversi precedenti penali, era stato fermato poi dai carabinieri in un casolare vicino al cimitero di Zagarolo.

Il drammatico episodio era accaduto a Torrenova, a sud di Roma, nei pressi del raccordo autostradale. Il carabiniere morto, che apparteneva alla stazione di San Cesareo, si era lanciato un inseguimento da Valmontone, fino all’imbocco del Grande raccordo anulare, dove è avvenuto l’incidente.

Sutera è morto sul colpo. L’altro collega che era con lui era stato ricoverato al Policlinico Casilino.