Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

Così rinasce la Strada del Cesanese di Olevano Romano

Dodici anni di vita tra grandi risultati ma anche errori, incomprensioni e divisioni. Ora è arrivato il momento di un ripensamento per la Strada del Cesanese di Olevano Romano. Ieri sera il consiglio di amministrazione dell’ente di tutela e promozione del celebre vino della provincia di Roma ha convocato associazioni, ristoratori, operatori del turismo, amministratori e imprenditori in una grande assemblea pubblica, per mettere in campo una vera e propria operazione di rilancio del territorio. Si riparte dal vino, ma solo come base di partenza e principio d’ispirazione. Il motivo?

Innanzitutto perché contrariamente a quello che si pensa la nostra strada del vino non è un’associazione di vignaioli. La strada è un insieme di valori e prodotti che identificano l’identità di un territorio. Nel regolamento della Regione Lazio – continua Riccardi – si parla infatti di agriturismi, bed&breackfast, enoteche, associazioni, istituzioni, musei e aziende agricole. Tutti insieme concorrono alla promozione turistica del territorio.

Il presidente della Strada del vino, Piero Riccardi

Il Cesanese, vitigno e vino, è stato per secoli con alti e bassi motore di economia per Olevano Romano fino a quando una trentina di anni fa la drastica discesa dei consumi che ha colpito il vino ha fatto sentire i suoi effetti anche in questo territorio, dapprima sui singoli produttori e poi con la chiusura della Cantina sociale.

Oggi il mercato è cambiato, il vino è diventato sinonimo di benessere e qualità e il Cesanese ha saputo conquistarsi il suo spazio conquistando negli anni ampie fette di mercato fino ad arrivare a essere esportato in tutto il mondo. Le cantine hanno riaperto i battenti per accogliere anche un nuovo turista più consapevole e interessato alle origini e alla qualità dei prodotti. Oggi la strada del vino Cesanese riesce ad accogliere oltre mille visitatori all’anno attratti dal vino di questa terra ma anche dai prodotti tipici, dall’arte e dalla natura di questi luoghi. Numeri che ora Riccardi insieme al suo cda vuole raddoppiare grazie a un’offerta completa e continuativa che sappia abbracciare e tenere insieme tutte le tipicità di questo territorio a sud di Roma.

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La strada può essere la casa comune dove progettare, ideare, organizzare, promuovere, realizzare l’accoglienza nel nostro territorio. Uno dei primi passi che stiamo cercando di realizzare in collaborazione con diversi tour operator è la nascita di nuovi pacchetti turistici in collaborazione con tutte le realtà del territorio.

Piero Riccardi

Durante la serata sono stati distribuiti i primi moduli di adesione al fine di promuovere l’allargamento a nuovi soci. Attualmente la strada è composta da 13 aziende vitivinicole e dal Comune di Olevano Romano: obiettivo accogliere 15/20 soci per il rilancio dell’ente.

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