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Covid 19, obiettivo “immunità di gregge”: come raggiungerla


Una forma di protezione indiretta per i soggetti non vaccinati, determinata da quelli vaccinati o immuni

Il traguardo auspicato dagli esperti scientifici alla guida della task force della protezione civile per la lotta al Covid 19 rimane uno: l’“Immunità di gregge”. Si tratta della situazione in cui la grande maggioranza degli individui è immune al virus perché l’hanno già contratto e sono guariti o ne è stata vaccinata, rendendo così difficile al virus la diffusione, immunizzando in maniera indiretta anche la minoranza di soggetti ancora esposti. E’ quindi una forma di protezione indiretta per i soggetti non vaccinati, determinata da quelli vaccinati o immuni, perché già guariti della infezione e che sono dunque in grado di spezzare la catena dei contagi, frapponendosi tra patogeno e persona suscettibile alla malattia. L’immunità di gregge si ottiene quindi in modo spontaneo o con il vaccino che nella ipotesi più favorevole sarà disponibile tra qualche mese. Per raggiungere l’immunità senza il vaccino si stima che serva il contagio del 60% della popolazione, quindi, ad esempio, sui 60 milioni di abitanti della nostra nazione, sarebbero circa 36 milioni le persone contagiate e che con una mortalità oltre all’1%, significherebbe 400.000 decessi.

 In Italia oltre il 90% della popolazione non è venuto a contatto col coronavirus e quindi una larghissima parte degli italiani non è stata mai contagiata, lo ha ricordato oggi il professor Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, nel corso della consueta conferenza stampa con il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, per fare il punto della situazione del contagio nel nostro Paese. “Secondo stime approssimative, che variano da regione a regione, oltre il 90% degli italiani non è venuto a contatto col virus” ha spiegato infatti l’esperto, membro del comitato tecnico scientifico.

In Italia dunque “larghissima parte della popolazione è ancora suscettibile di contagio” e soprattutto si è molto lontani da quella immunità di gregge paventata da molti e che ci metterebbe invece al sicuro e liberi di ritornare alla normalità. “L’immunità di gregge si raggiunge quando il 70-80% della popolazione è stata colpita e quindi il target è ora molto lontano” ha spiegato Brusaferro, ricordando che le stime sono approssimative e variano da una percentuale intorno all’85% nelle regioni più colpite come la Lombardia a oltre il 90 per cento nelle regioni meno colpite. Anche per questo, secondo Brusaferro, c’è bisogno di molta cautela nel riaprire le attività, muovendosi “passo dopo passo” per evitare una nuova impennata dei casi. “Se non siamo molto puntuali nell’adottare le raccomandazioni la circolazione del virus può riprendere in maniera più intensa” ha sottolineato l’esperto.

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Per il direttore dell’Iss bisogna individuare alcuni settori meno a rischio e con misure di monitoraggio costanti per capire se riusciamo a contenere la diffusione del coronavirus e rimanere con R0 sotto l’uno. Per ora infatti “la patente di immuni è difficile poterla dare” in quanto i test sierologici non sono ancora così affidabili ed “è necessario il tampone per la conferma”. Brusaferro ha ricordato che ad oggi “vi sono molti prodotti di questo tipo e il numero è in crescita, che è un dato positivo per lo sforzo scientifico e tecnologico, ma sono tutti recenti e quindi bisogna valutarne la precisione  in termini di sensibilità e capacità predittive”. Fondamentale sarà dunque il vaccino anti covid che sarà essenziale proprio per raggiungere l’immunità di gregge.