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Da Campagnano a Grottaferrata la “strage silenziosa” del Covid 19 nelle Rsa


Tanti gli anziani residenti ai Monti Prenestini contagiati nelle case di cura

Sono diverse centinaia i casi di Coronavirus registrati nelle strutture per anziani del Lazio da quando e’ scoppiata l’epidemia: secondo quanto riferito nei bollettini quotidiani pubblicati dalla Regione, dovrebbero essere stati tra 450 e 500, ma i controlli sono ancora in corso in diverse strutture. Tutto e’ iniziato tra il 12 e il 13 marzo con i primi contagiati, e anche con i primi morti, nelle Rsa ‘Madonna del Rosario’ di Civitavecchia e ‘San Raffaele’ di Cassino. Entrambi i ‘cluster’, come vengono chiamati dalla Regione, gia’ contavano una settantina di casi al 22 marzo e vennero isolati quasi immediatamente.

Poi sono emersi casi nella casa di riposo Giovanni XXIII di Roma, nella Rsa di Nerola e nella Rsa Ini – Citta’ Bianca di Veroli, in provincia di Frosinone, che insieme arrivavano a 87 casi di positivita’ al 24 marzo. Quel giorno furono isolate la Rsa di Guidonia e quella di Nerola, dove erano emersi dei casi. Il 27 marzo sono risultate positive 18 persone nella Rsa di Villa Giulia (Asl Roma 3) e vengono registrati 8 nuovi casi nella Rsa Citta’ Bianca e 4 nella Rsa san Raffaele di Cassino. Il 29 marzo emergono altri 17 casi nella Rsa di Villa Giulia. Il 30 marzo si registra un boom di 52 casi nella Asl di Rieti, la maggior parte riferibili al cluster delle case di riposo. Il 3 aprile, la Regione parla di “situazione monitorata” nella Rsa Ini di Grottaferrata e “continuano i controlli a Contogliano e su tutte le Rsa della provincia di Rieti”.

Il 6 aprile, partono le prime Rsa Covid e nella Asl di Rieti si registrano 58 nuovi casi di cui 30 riferibili al cluster di Contigliano e gli altri riferibili alle case di riposo del territorio. Il 7 aprile la Asl di Rieti comunica 12 nuovi casi nella casa di riposo Il Gabbiano di Fara Sabina, mentre l’8 aprile vengono effettuati i primi tamponi nella Rsa ‘Santa Maria del Prato’ di Campagnano di Roma con 5 persone risultate positive e l’Asl di Frosinone comunica 14 nuovi casi di cui la maggior parte riferibili ai cluster di Veroli e Cassino. Il 9 aprile viene “attenzionata” la Rsa di Marino e sono eseguiti controlli in diverse Rsa e case di riposo: Ini di Grottaferrata, San Raffaele di Rocca di Papa, Villa Noemi di Celleno (Viterbo), Villa Fulvia (Asl Roma 2).

Il 13 aprile proseguono gli accertamenti nella casa di riposo di Fiano Romano e nella Rsa di Campagnano e viene posta in sorveglianza sanitaria la Rsa di Rocca di Papa. Il 14 aprile e’ il giorno del boom di 95 casi tra la Rsa di Rocca Papa, la casa di riposo di Fiano Romano e la Rsa di Campagnano. Il 15 aprile sono 52 nuovi casi a Rocca di Papa. La Regione sottolinea che sono 335 le strutture per anzianiispezionate su tutto il territorio e che e’ stata istituita una commissione regionale per svolgere audit di verifica sul rispetto delle procedure nelle Rsa. Il 16 aprile viene diffidato il legale rappresentante della casa di cura San Raffaele di Rocca di Papa perche’ il direttore sanitario non aveva i titoli di specializzazione e si registrano 37 nuovi casi nella Asl Roma 2, la maggior parte riferibili alle Rsa Longoni e Villa Fulvia.