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Da Zagarolo la storia di Antonio Donfrancesco finisce su Rai1


La figlia Michela ha portato la sua testimonianza, ricordando il padre morto di Coronavirus lo scorso 23 aprile

Michela Donfrancesco, figlia del signor Antonio cittadino di Zagarolo deceduto a 78 anni per Coronavirus, è stata ospite oggi della trasmissione di Rai1 “Io e Te”. Nel salotto Rai, il conduttore Pierluigi Diaco ha fatto una lunga chiacchierata con Michela che anche attraverso vecchie foto di famiglia ha ricordato il padre, le sue passioni, la sua vita fino al tragico epilogo.

Monti Prenestini si era già occupato di questa storia leggi l’articolo.

LA RICOSTRUZIONE DELLA VICENDA

E’ il 3 gennaio 2020 quando il signor Antonio, dopo una visita di routine, scopre di avere un meningioma cerebrale. Sa perfettamente di cosa si tratta, e quale sarà il decorso post operatorio visto che la figlia dieci anni prima aveva dovuto affrontare lo stesso male. Viene operato e per un mese è ricoverato all’INI di Tivoli per la riabilitazione. A marzo rientra a casa e sta decisamente bene, si è ripreso alla grande tanto da aver ricominciato le sue normali attività. Tuttavia i farmaci che è costretto a prendere, per via dell’intervento subito, gli causano (o forse acutizzano) una gastrite cronica e un abbassamento dei livelli di piastrine nel sangue tanto da richiedere una trasfusione.

I familiari chiamano un’ambulanza e il signor Antonio viene portato all’Ospedale di Palestrina (proprio nei giorni in cui stava per essere convertito a Covid Hospital) dove gli viene riconosciuta una polmonite da ospedalizzazione tipica da lungodegenza, e come da prassi viene sottoposto a tampone per Covid19 risultato subito negativo. Viene così trasferito all’INI di Grottaferrata per la trasfusione e qui rimane ricoverato per 7 giorni. Il venerdì, giorno delle dimissioni, la figlia Michela va a prenderlo per portarlo a casa ma si accorge subito che il papà non sta bene, è debole tanto da svenire non appena salito in macchina.

Il signor Antonio viene così riportato all’interno della struttura, la dottoressa di turno giustifica lo svenimento con un calo di pressione e lo trattiene ancora un paio di giorni. Il lunedì seguente Antonio viene dimesso, non ha più la polmonite che nel frattempo gli è stata curata, e non viene sottoposto a tampone. Antonio torna a casa ma non sta bene, e dopo 4 giorni la temperatura sale sopra i 38°.

Intanto il Coniugi Bernardini di Palestrina è diventato Covid Hospital così Antonio viene portato al Pronto soccorso di Colleferro per fare i tamponi. Qui l’amara sorpresa: Antonio è positivo al Covid-19. Da quel giorno non farà più ritorno a casa: Antonio viene portato al San Filippo Neri di Roma dove muore 12 giorni dopo, il 23 aprile 2020.

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