Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

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Dai social allo shopping online: come si colloca il Lazio nell’uso dei servizi digitali

Le connessioni internet veloci si diffondono rapidamente in tutto il mondo, tanto che anche in zone remote è sempre più facile collegarsi a servizi online e sfruttare i vantaggi del web per svolgere attività a distanza. Per monitorare lo sviluppo digitale del continente europeo, l’Eurostat stila annualmente un report in cui vengono valutati il tasso di diffusione della banda larga e le modalità di fruizione dei servizi nelle varie regioni: ecco come si collocano l’Italia e il Lazio in questa speciale classifica.

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Migliora la banda larga ma siamo ancora indietro

Una prima osservazione da fare riguardo alla disponibilità delle connessioni internet veloci riguarda la capillarità della rete internet sul territorio italiano ed europeo: ciò che emerge dalle rilevazioni Eurostat è infatti in primo luogo il miglioramento della rete nazionale, grazie anche agli investimenti effettuati in quest’ultimo triennio a livello infrastrutturale, che hanno permesso di ridurre sensibilmente il digital divide che ancora affliggeva molte zone interne del Paese.

A questo trend positivo, va però associato un posizionamento ancora non in linea con gli standard delle maggiori economie europee e, in particolare, dei Paesi del nord Europa, in cui la banda larga riesce a coprire la quasi totalità dei territori. Ciò, unito anche a fattori culturali, non ci permette ancora di uscire dalla fascia medio-bassa per ciò che riguarda l’uso di molti servizi, come possiamo osservare più nel dettaglio qui di seguito.

Social e intrattenimento: le attività preferite dagli italiani

Se c’è qualcosa che gli italiani amano fare online è senza dubbio intrattenersi con attività di svago e piattaforme social, strumenti utili sia per trascorrere il tempo che per comunicare con amici e familiari. Questi servizi, infatti, risultano essere tra i più utilizzati nel nostro Paese, con una percentuale di utenti non molto distante dalla media europea, al 57% nel 2021: in particolare la Toscana, con il 55%, e Lazio e Umbria al 54%, si collocano al top per ciò che riguarda l’uso dei social network a livello nazionale, con 9 punti percentuali di scarto rispetto ai fanalini di coda Calabria e Sicilia.

Forte crescita in questi anni anche per i servizi di intrattenimento, con piattaforme di streaming e di gioco sugli scudi: proprio i servizi dedicati al gaming e i casinò digitali hanno registrato i maggiori incrementi dal 2019 a oggi, ponendosi come soluzioni privilegiate per il divertimento di fasce molto eterogenee di utenza. Nello specifico, i numerosi casinò autorizzati, confrontabili peraltro su appositi portali di recensioni casinò online, hanno fatto segnare dal 2020 al 2021 un vero e proprio boom di spesa, con picchi anche di oltre il 50% in termini di crescita in alcuni mesi dell’anno.

Tra i protagonisti di questo trend proprio il Lazio, che ormai da anni si attesta costantemente sul podio come regione più attiva nell’uso di roulette, slot machine e altri svaghi tipici delle sale, dietro soltanto alla Lombardia e davanti alla Campania.

Lo shopping online tra crescita e timori

Un’altra delle attività più frequenti in rete è lo shopping online: l’acquisto di beni e servizi tramite piattaforme di e-commerce è infatti diventato una realtà consolidata che coinvolge un numero sempre più alto di utenti, sia in Italia che nel resto d’Europa. Nel nostro Paese, in realtà, il quadro è ancora controverso, poiché a una tendenza positiva del settore, con il Lazio in prima posizione grazie al 60% della popolazione che utilizza questi servizi, fa da contraltare la sfiducia di alcune fasce demografiche verso l’e-commerce e i pagamenti via web.

La disparità rispetto alle nazioni più avanzate è evidente, se si guarda per esempio alle percentuali superiori al 90% di alcune regioni di Danimarca, Finlandia, Irlanda e Olanda, in cui gli  acquisti online sono praticamente all’ordine del giorno e riguardano tutti i settori merceologici.

Home banking, come si comportano gli italiani

Ancora più nette le differenze tra Italia e resto d’Europa se si guarda ai servizi di home banking, che nel nostro Paese sembrano ancora non riuscire a convincere ampie fette di popolazione, culturalmente più propense alla gestione dei rapporti bancari presso le sedi fisiche. Nonostante i livelli di sicurezza raggiunti e la grande praticità dei servizi di   home banking accessibili da PC e smartphone, infatti, le percentuali di utilizzo nel nostro Paese sono ancora piuttosto basse, con al primo posto la Provincia Autonoma di Trento al 57%. Non male, considerando il trend nazionale, il Lazio con il suo 50% che quasi doppia il 27% delle regioni meno virtuose, ossia Campania e Calabria.

Anche in questo caso, dominano invece i Paesi nord europei come Olanda e nazioni scandinave, dove è facile trovare regioni che superano il 90% per ciò che riguarda l’uso dei servizi di home banking da parte dei cittadini. Fanno peggio dell’Italia, invece, aree della Romania e della Bulgaria, che in alcuni casi non raggiugono neppure il 20%.