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Dalle capanne alla reliquia del Santo: la storia della chiesa di San Cesareo


È il comune più giovane della provincia ma ha una storia tutta da scoprire

San Cesareo è un sito archeologico importante per la vastità di reperti dell’antica Roma che vi si trovano, nel II sec. a.C. infatti ospitava la villa di Giulio Cesare, ancora visibile; nel 309 d.C. Valerio Massenzio fu acclamato imperatore proprio mentre si trovava nella villa imperiale, sito archeologico recentemente scoperto. Nel Medioevo appartenne ai conti di Tuscolo ed i monaci basiliani della Badia greca di Grottaferrata, nel 1050, eressero una chiesa dedicata a San Cesario di Terracina, tra le rovine della villa imperiale. Nel 1191 divenne feudo della famiglia Colonna, prese il nome di Burgus et Castrum Sancti Caesarii.

Nel 1670 appartenne alla famiglia Rospigliosi, fu trasformato in una fiorente tenuta agricola ed i contadini provenienti da Capranica (RM), si stabilirono sul Colle Marcelli costruendo delle tipiche capanne. Nel 1921 l’Opera Nazionale Combattenti (O.N.C.) aveva espropriato la tenuta per costruire gli alloggi agli ex combattenti di Capranica Prenestina, che abitavano ancora nelle baracche; al nuovo paese edificato fu restituito il nome di San Cesareo. Fu costruita anche la chiesa in posizione centrale, dapprima in legno, poi ampliata perché insufficiente ad ospitare la popolazione in crescita. Nel ’44 fu danneggiata dai bombardamenti e restaurata dal Genio Civile di Roma, fu giuridicamente riconosciuta nel ’53 con Decreto del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. L’11 aprile 1990 San Cesareo ottenne l’autonomia da Zagarolo e per la sua posizione geografica, è ancora oggi un sito in continua crescita demografica ed economica, che conta circa 17 mila abitanti. Rispetto alla necessità di designare il Santo Patrono, l’allora vescovo di Palestrina, Pietro Garlato, nel 1992 decretò la protezione della parrocchia a San Cesario di Terracina, da celebrare ogni 27 agosto in accordo con l’Amministra-zione Comunale. 

Nel 1997 Mons. Vallini donò alla parrocchia una reliquia con frammenti ossei del Santo, accolta solennemente dall’allora parroco Mons. Remo Ronci ed attualmente conservata in un reliquiario argenteo, esposto nella Cappella del Ss.mo Sacramento. La reliquia viene portata in processione, insieme alla statua lignea di San Cesareo, opera dello scultore Conrad Moroder (Ortisei). I fedeli amano anche le solennità di sant’Antonio da Padova, festeggiato il 13 giugno, in onore del quale è presente una confraternita, e di san Giuseppe Artigiano, celebrata il 1° maggio.

La chiesa, simbolo del paese, è costituita da tre navate, nell’abside ospita lateralmente due dipinti contrapposti: La morte di Gesù Cristo, opera del pittore abruzzese Carlo Marcantonio, divenuto cittadino di San Cesareo ove morì nel 2003, e La Natività in stile di icona, opera di Marian Tudor, e frontalmente uno splendido crocifisso. Sono numerose le realtà presenti che collaborano per rendere viva la vita della parrocchia: i catechisti, l’Azione Cattolica, la Caritas parrocchiale, il movimento del Rinnovamento dello Spirito Santo, il gruppo delle Famiglie, i cori parrocchiali e numerosi collaboratori che offrono il loro servizio alla chiesa.

Jessica Ritarossi