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Daniele Giannini: “Ora il Lazio: vincere e metterci al servizio dei cittadini”

a cura della redazione – Contenuto elettorale

 

Tu con noi in Regione”. È più che un invito alla partecipazione e alla condivisione delle scelte quello di Daniele Giannini, candidato alla Lega al Consiglio regionale, che dopo l’esperienza dei cinque anni passati alla Pisana, si afferma oggi come una delle figure più autorevoli e influenti dell’intera compagine di centrodestra. 

Consigliere municipale, poi presidente del Municipio ex XVIII, consigliere comunale di Roma Capitale e infine consigliere regionale. Il suo percorso ha seguito in questi anni una linea verticale, merito anzitutto del suo rapporto con il territorio di riferimento: cittadino tra i cittadini, uomo delle istituzioni e del popolo, prima che politico in senso stretto.

Nel corso dei cinque anni della legislatura passata si è distinto come uno dei consiglieri più attivi, testimoniato anche dalle presenze in aula che hanno sfiorato il 100 per cento del totale, producendo  226 interrogazioni, 30 ordini del giorno di cui 20 approvati, 18 mozioni di cui 2 approvate. Numeri che spiegano solo in parte il suo impegno per le categorie professionali, le imprese, il personale dipendente di aziende pubbliche e private, i rappresentanti di enti locali, le organizzazioni sindacali e i comitati di quartiere. Una dura e coerente opposizione contro la giunta Zingaretti, caratterizzata anche da un profilo costruttivo per trovare soluzioni in materia di sanità, lavoro, trasporti, rifiuti, ambiente e agricoltura. 

Lo abbiamo incontrato all’indomani della sua apertura della campagna elettorale per conoscere da vicino quali sono le sue idee in questi settori chiave per la futura governance della Regione Lazio.

 

Partiamo dalla sua ultima proposta di legge sulla natalità. Una sfida di lungo respiro che, per arrestare l’inverno demografico, sarà il primo obiettivo da raggiungere al governo della Regione.

Senza figli non c’è futuro, non vi è domani. Questo il concetto semplice, ma fortissimo e assolutamente attuale da cui siamo partiti per presentare, proprio a partire dal Lazio, una proposta di legge a favore della natalità. E lo abbiamo fatto simbolicamente l’ultimo giorno della legislatura, proprio a testimonianza del fatto che, molto presto, l’argomento sarà al centro delle priorità programmatiche del centrodestra quando sarà al governo nella nostra regione. L’iniziativa mira a rilanciare, immediatamente dalla prossima legislatura, la grande questione della natalità che, in questi dieci anni di centrosinistra, ha reso le culle sempre più vuote, in modo particolare nel nostro territorio, dove per quest’anno sono previsti poco meno di 40 mila neonati e con una età media delle madri che è il secondo peggior dato d’Italia, secondo solo al Molise. Da qui l’importanza di un intervento organico e multidisciplinare che superi la stratificazione normativa in materia e coinvolga enti locali, personale sanitario, scuole e associazionismo familiare, con misure mirate ad attuare politiche sanitarie di prevenzione della sterilità e di contrasto alle patologie dell’apparato riproduttivo, nonché interventi per la protezione della gravidanza, sostegno alla maternità e introduzione del ‘fattore famiglia’, perché è la genitorialità, fatta di madri e padri insieme, il vero proprio cardine da cui deve ripartire il motore delle nascite.

A proposito di sanità, non è sfuggito sul territorio il suo impegno per l’ospedale di Palestrina. Quali sono state le sue battaglie?

Ad oggi, il nosocomio della città di Palestrina si trova in una situazione di criticità, con lavori avviati, che di fatto però sembrano volti a renderlo una struttura vuota, priva di contenuto, quello essenziale: il personale sanitario, per il quale nulla è cambato, anzi, forse è solo peggiorato, rispetto alle vane promesse millantate dall’allora giunta Zingaretti, con Il Vicepresidente Leodori e il Consigliere Lena in prima fila. Fin dal 2020 mi sono occupato  dei problemi di questo nosocomio presentando in aula ben due interrogazioni, sottolineando come la Asl Rm5, all’epoca della conversione dell’ospedale prenestino, presentasse una carenza di ben 889 posti letto. Ovviamente, né D’Amato, né Zingaretti risposero. Al termine dell’emergenza pandemica, dopo vari e successivi ritardi nella dovuta nuova conversione del nosocomio, seguirono la scorsa estate roboanti dichiarazioni a mezzo stampa, circa i lavori di ampliamento e ristrutturazione del “Coniugi Berrnandini”, con conferenza stampa a mo di spot elettorale piddino proprio davanti l’ospedale. Vane promesse a cui purtroppo non sono seguiti i fatti.

Sul tema della sanità tiene banco in questi giorni la questione delle frequenti aggressioni al personale sanitario. Una problematica che avete preso a cuore come Lega.

Grazie al ministro dell’interno Piantedosi per aver perorato la nostra causa e aver portato a compimento quella che per anni è stata una istanza su cui ho personalmente combattuto, portando anche in consiglio regionale una articolata proposta di legge. Tornano da oggi i presidi fissi di Polizia in 18 ospedali romani per contrastare le aggressioni a medici e infermieri e per garantire in generale la sicurezza delle strutture.

 

La sanità però non è l’unico tema caldo. Il nodo rifiuti, ad esempio, sembra trascinarsi senza soluzioni da troppi anni

L’assessore Valeriani suona come un ‘disco rotto’ affermando che Roma sarebbe alla vigilia di una nuova, ennesima, emergenza rifiuti a causa dell’esaurimento degli impianti, ma allo stesso tempo rassicura sul fatto che la Regione in questi anni avrebbe fatto tutto il possibile. Non si capisce  però quale Regione abbia amministrato Valeriani. Probabilmente non il Lazio di Zingaretti, che da 10 anni ha avuto come unico modello soltanto il conferimento dei rifiuti nelle discariche della provincia. Nessuna pianificazione del ciclo, niente commissariamento per Raggi e Gualtieri, colpevoli di non aver portato la raccolta differenziata ai livelli voluti dal piano, niente termovalorizzatori per non scontentare gli amici e non creare problemi alla stabilità della maggioranza, salvo poi strizzare l’occhiolino a Gualtieri sotto banco per le scelte su Roma. Come vorrebbero risolvere il problema dopo 10 anni di governo ancora non lo sanno. Nel mentre il Lazio è sepolto dall’immondizia e l’assessore Valeriani, a fine mandato, alza ormai bandiera bianca lavandosene le mani.

A proposito di battaglie, quella della Lega sulla Metro C, infrastruttura fondamentale anche per la provincia, sembra aver trovato un primo risultato.

Proprio come durante il dicastero precedente, quando  agli Interni era impegnato a fermare gli sbarchi di clandestini portando a casa, numeri alla mano, successi su tutti i fronti, così anche ora Matteo Salvini, al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti sta mostrando da subito di saper rispondere concretamente alle esigenze dei cittadini. Lo dimostrano i 2,2 miliardi di euro nel testo della manovra per il completamento della Metro C, che finalmente, grazie al prolungamento prima a Piazza Venezia e poi alla Farnesina, avrà la propria linea di metropolitana.

Si tratta di un’opera fondamentale che interessa almeno un milione di persone e che, dopo la pandemia e la crisi energetica, grazie allo sblocco dei fondi da parte della Lega, rappresenta un vero e proprio volano per Roma che, con le giuste infrastrutture e appuntamenti globali come il Giubileo e l`Expo, può finalmente tornare ad essere- conclude Giannini- una tra le più competitive e attrattive capitali del nostro continente.

 

In generale come vorrebbe che andassero i prossimi 5 anni se il centrodestra andrà al governo della Regione?

Innanzitutto ora abbiamo un unico grande obiettivo: vincere e metterci immediatamente al servizio dei cittadini per governare la nostra Regione e ridargli quel rispetto e quella dignità persa dopo 10 anni di sinistra. Quasi sei milioni di abitanti, la Regione più importante d’Italia, dove ha sede la Capitale del nostro Paese, Roma, culla della civiltà occidentale e della cristianità, dove una provincia di oltre 4 milioni di abitanti, sconfinata, verde e bellissima merita attenzione, cura, tempo e investimenti. Una sanità Pubblica con la P maiuscola su cui poter fare affidamento con tempistiche brevi e qualità, una pianificazione seria e strategica sul fronte ambiente e rifiuti, trasporti dignitosi a cui dare risorse chiave, tutela del lavoro e soprattutto dei lavoratori, grande valorizzazione dell’enogastronomia locale d’eccellenza di cui andiamo fieri e infine risalto allo sport come fonte di svago, ma anche di uno stile di vita improntato al benessere all’aria aperta e alla salute. Sei temi decisivi su cui orientare l’azione politica, pronta e immediata per rimettere davvero, con azioni e interventi concreti, i cittadini del Lazio al centro dell’attenzione delle istituzioni regionali. Non domani, non dopodomani, i cittadini hanno aspettato anche troppo. Ora, il Lazio. Ora Daniele Giannini… la politica del fare!