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Denunce di violazioni della privacy e sito in crash: il caos delle domande all’Inps


Una giornata sul sito dell’istituto per le richieste del bonus: ecco cosa sta succedendo

Qualcuno magari avrà pensato ad un Pesce d’aprile, ma purtroppo quanto sta accadendo da questa mattina sul sito internet dell’Inps è tutto terribilmente vero. L’associazione Codici denuncia il caos che si è generato sul portale web dell’Istituto, dove da oggi scattava il via libera alle domande per il Bonus Indennità 600 euro.

“In un primo momento – afferma l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – il sito è risultato irraggiungibile, probabilmente a causa dell’alto numero di accessi. Successivamente è tornato online, distruggendo però la privacy di tantissimi utenti. Chi visita la sezione My Inps, accede infatti al profilo di altri cittadini, sconosciuti, con cui non ha nessun legame. Parliamo di dati sensibili, come quelli anagrafici o di contatto. È un fatto gravissimo ed è assurdo che un Istituto così importante come l’Inps non abbia i mezzi per gestire un afflusso massiccio delle domande. Cosa si aspettavano, qualche decina di accessi? Stiamo monitorando la situazione ed abbiamo attivato il nostro Ufficio Legale per avviare un’azione collettiva per tutelare gli utenti danneggiati”.

Chi ha avuto problemi di accesso al sito internet dell’Inps e si è visto violare la propria privacy può contattare l’associazione Codici per richiedere assistenza, inviando un’email all’indirizzosegreteria.sportello@codici.org.

“Un pasticcio sulla pelle e sui nervi di milioni di italiani”. Cosi’ il Segretario Generale della Cisal Francesco Cavallaro in merito alle richieste delle indennita’ da 600 euro spettanti ai lavoratori autonomi come bonus di marzo per i mancati guadagni dovuti all’epidemia Covid-19.
“La comunicazione dell’ordine cronologico prima apparsa e poi scomparsa sul sito dell’INPS ha generato una naturale corsa alle richieste che ha praticamente paralizzato la pagina web tanto da non essere piu’ raggiungibile da diverse ore. Un brutto pesce d’aprile – conclude Cavallaro- quello organizzato dai dirigenti dell’Istituto di previdenza. Peccato che nessuno abbia voglia di scherzare”.

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