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Didattica a distanza, disabili “dimenticati”: l’appello di due genitori di San Cesareo


Lunedì parte la didattica a distanza, tra molte incertezze

Dopo due giorni di discussioni e collegi dei docenti, lunedì anche nei comuni dei Monti Prenestini partirà la didattica a distanza come previsto dal decreto del Presidente del Consiglio del 4 marzo scorso.  La maggior parte sfrutterà il registro elettronico con l’ausilio di alcune app da cellulare per le comunicazioni a distanza, solo pochi hanno preso in considerazione piattaforme più per l’interazione online come quella offerta da Google. Nessuno, a quanto risulta, ha invece ancora previsto il sostegno domiciliare per gli alunni disabili, che si ritroveranno almeno per una settimana esclusi dal programma di formazione scolastico. 

Eppure già le disposizioni precedenti riferite all’educazione domiciliare (rafforzate dal decreto legislativo 96/2019) prevedevano per gli allievi con disabilità impossibilitati a frequentare la scuola la possibilità di usufruire di percorsi di istruzione presso il proprio domicilio. In provincia, Roma si è mossa per prima convertendo le ore di assistenza scolastica erogata dagli Operatori Educativi per l’Autonomia e la Comunicazione (OEPAC) in interventi da effettuarsi a domicilio

Da lunedì nella Capitale servizi potranno dunque essere organizzati dagli stessi Municipi in condivisione con le famiglie dei bambini con disabilità ed erogati dagli stessi operatori attualmente affidatari del servizio scolastico. La prestazione sarà effettuata per il numero di ore già assegnate a ciascun utente, che potranno essere cumulate nell’arco della settimana.

“Un modello che si può anche replicare qui da noi”.

È questa la richiesta di due genitori di un bambino portatore di handicap di San Cesareo che hanno sollecitato la sindaca Alessandra Sabelli e gli amministratori del territorio a prendere misure nell’immediato. 

“Per i nostri figli la scuola rappresenta la più importante opportunità formativa – si legge in una lettera inviata al Comune di San Cesareo – sia per le possibilità di apprendimento, sia per le occasioni di socializzazione, di relazioni e di comunicazione che in essa si attuano. L’unico modo per garantire il diritto allo studio, e quindi non esercitare un’azione discriminatoria, è dirottare il servizio scolastico in domiciliare, perché in caso di disabilità grave è impossibile accedere alla didattica a distanza. Quanto ascritto è indicato nel Dpcm 4 marzo 2020:  i dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività scolastiche, modalità di didattica a distanza, avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli alunni con disabilità. “Chiediamo dunque- aggiunge la coppia di genitori- la possibilità di recupero e di utilizzo a domicilio delle ore già previste di assistenza personale o alla comunicazione”.

L’appello rimbalza anche sui social, eloquente il messaggio lanciato da una mamma su Facebook.

Vorrei far riflettere in questo momento di allarmismo e preoccupazione sulla situazione corona virus, che noi famiglie con disabili in casa viviamo in questo momento… Avendo bambini con problematiche serie a livello fisico, psichico, e come nel mio caso immunologico, rientranti quindi nella categoria a rischio.. avevamo bisogno per tempo, visto la quasi certezza che il virus sarebbe dilagato e che ci avrebbe costretto al più stretto isolamento prolungato nel tempo ( e non solo legato alla chiusura delle scuole) di un piano di supporto domiciliare attuato in modo celere… I nostri bambini regrediscono con poco, entrano in crisi, somatizzano immediatamente tutto ciò che non è routine… L’isolamento sociale è già uno spettro da dover affrontare, per la loro tutela, ma è un isolamento che porta danni e regressioni spesso poco arginabili… Mi sono trovata spesso a lodare questa amministrazione per l’occhio di riguardo e la sensibilità che mettono nel mondo della disabilità… Ma aimé.. stavolta ne sono rimasta delusa… Sì sapeva già, era prevedibile che ciò che è accaduto al nord poteva accadere anche da noi dall’oggi al domani.. e allora perché non agire per tempo? Perché non deliberare con calma in tempi tranquilli ciò che noi utenti per tempo abbiamo esposto all’attenzione dell’amministrazione? Ora aspettiamo, comprendendo che in questo momento ci sono molte cose a cui fare fronte.. ma la celerità con cui va risolto il “nostro” problema è ugualmente urgente ed importante… Spero lunedì di ricevere buone nuove in merito al sostegno domiciliare per i nostri figli… Perché gestire una situazione H24 a lungo raggio, senza supporti,aiuti e un minimo di continuità educativa è dannoso per i nostri figli tanto quanto una polmonite… E non scherzo dicendolo… Perché regressione vuol dire fine…

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