Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

title-image

Blog

Difesa e sicurezza: le nuove sfide del futuro: l’intervista ad Alberto Pagani

Spunti storici, curiosità, aneddoti e l’importanza di un intelligence che sappia intercettare e orientarsi verso il futuro per proteggere i propri cittadini. Monti Prenestini incontra Alberto Pagani, autore di un interessante libro dal titolo: “Manuale di intelligence e servizi segreti”. Deputato dal 2013, attuale capogruppo alla commissione Difesa per il Partito Democratico, Alberto Pagani ha insegnato nella facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino ed è oggi uno dei massimi esperti nel campo dell’intelligence e difesa nazionale  .

Dottor Pagani, intanto complimenti per il libro che oltre ad illustrare il ruolo fondamentale dell’intelligence dall’antichità ad oggi e in proiezione futura è piacevole leggerlo soprattutto per tanti cenni di storia….

Grazie. All’inizio stavo scrivendo un manuale classico, teorico e pratico, ma poi mi sono reso conto che lo scopo divulgativo non ne beneficiava, perché la modellistica è sempre astratta e noiosa, anche per gli addetti ai lavori. Allora ho deciso di eliminare le costruzioni teoriche troppo complesse e raccontare delle storie. In fondo è così che si tramanda la conoscenza, da secoli, raccontando storie che colpiscono l’immaginazione e rimangono impresse nella memoria. Alla fine ho trattato tutti gli argomenti che volevo illustrare, ma l’ho fatto attraverso la narrazione di aneddoti, fatto storici, e anche di curiosità. Spero che questo abbia alleggerito la lettura e l’abbia resa più attraente per il lettore curioso. Nel mondo dell’intelligence italiana i professionisti si parlano prevalentemente tra di loro. Certo la materia impone riservatezza, anche segretezza per le informazioni classificate, ma non necessariamente opacità: Serve anche una cultura della sicurezza e dell’intelligence diffusa, sopratutto tra chi non si occupa professionalmente di questi temi, per aumentare la consapevolezza dell’utilità delle istituzioni che proteggono la sicurezza nazionale.

Come diceva le politiche della difesa e dei servizi intelligence fino a ieri erano questioni solo per gli addetti ai lavori. Oggi grazie anche a lei i nostri giovani sono più consapevoli dell’importanza della difesa……

La legge 124/07 ha prodotto un progresso innegabile su questo terreno, aprendo il comparto al dialogo con le università ed il mondo economico. Questo non è utile solamente per il reclutamento, lo è sopratutto perché consente alla classe dirigente presente e futura del mondo economico e delle istituzioni di sapersi orientare in un mondo che non dovrebbe e non potrebbe essergli ignoto. Oggi le guerre vengono definite ibride e sono sempre più complesse; la dimensione cinetica è secondaria, subordinata ad altre dimensioni, quella economica, quella informativa, quella cyber. Non è più possibile affidare la Difesa del Paese esclusivamente alle Forze Armate. Abbiamo bisongo di comunità più solide, corse resistenti e resilienti.

Quali saranno le sfide future dell’intelligence e che ruolo avrà il nostro paese?

Il nostro Paese è una media potenza regionale ed il nostro quadrante di rifermiate è ovviamente il mare nostrum, come lo si chiamava un tempo, o il mediterraneo allargato, come si preferisce dire ora. Noi siamo protagonisti della costruzione dell’Unione Europea e dell’Alleanza Atlantica ed il nostro ruolo si proietta in primo luogo verso il Medio Oriente ed il Nord Africa.

Che ruolo potranno avere i nostri giovani in futuro avvicinandosi ai temi di difesa, intelligence e sicurezza informatica?

Conoscere queste materie sarà loro utile, per vivere nel mondo e nel tempo che verrà, a prescindere dal fatto che essi abbiano un futuro professionale intento alle forze di sicurezza o che invece utilizzino queste conoscenze in altri ambienti di lavoro. Per chi lavoro in aziende orientare all’export, ad esempio, è molto utile sapersi muovere con disinvoltura nelle materie legate alla geopolitca, ad esempio, o alla sicurezza informatica.

Di Sandro Compagnoni