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Domenica 7 aprile visite guidate al Museo di Palestrina e all’area archeologica antistante

a cura della redazione

Domenica 7 aprile torna la “Domenica al Museo”, iniziativa del Ministero della Cultura che prevede l’ingresso gratuito nei musei e nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese. Anche il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina MANP rientra nel circuito. 

Per l’occasione Le Nove Muse Onlus organizza delle visite guidate per immergersi nella storia del Museo e scoprire le meraviglie dell’area archeologica antistante con i suoi imponenti resti del Santuario della Fortuna Primigenia.

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L’appuntamento  è alle ore 10:30 in via Barberini 24. Costo: 10€ a persona

Su richiesta è possibile organizzare anche visite di gruppo scrivendo un’email a lenovemuseonlus@gmail

Prenotazioni dal link: https://bit.ly/scoprimuseopalestrina

A fine visita per chi vuole c’è la possibilità di fermarsi a pranzo presso il ristorante Al Portico di Fortuna, osteria moderna ricavata all’interno all’interno del Portico del Santuario di Fortuna. Uno spazio unico pieno di fascino e di storia, tra murature antiche, colonne e mosaici del santuario basta chiamare lo 06 3105 4212 per avere informazioni e prenotare.

Le prossime date in cui sono in programma visite guidate sono: 7 aprile – 5 maggio – 2 giugno – 7 luglio – 4 agosto – 1° settembre – 6 ottobre – 3 novembre – 1° dicembre 2024

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IL MUSEO

Il Museo è ospitato nel Palazzo Barberini, edificato sui resti del Santuario della Fortuna Primigenia.

Nelle sale, articolate su tre piani, sono esposti i più significativi reperti che illustrano la storia, la cultura e le produzioni artistiche della città di Praeneste, una delle più importanti e fiorenti del Lazio antico. All’ingresso del Museo è ospitato il plastico ricostruttivo del Santuario della Fortuna Primigenia in scala 1:50.

Le sale del primo piano ospitano opere relative al culto di Fortuna, tra le quali la colossale statua di Iside-Fortuna, sculture ellenistiche e copie di età romana di capolavori greci. Una delle opere più significative è il celebre rilievo Grimani, risalente all’età augustea, forse opera degli stessi scultori che decorarono l’Ara Pacis a Roma.

Al secondo piano sono esposti materiali rinvenuti nelle necropoli e nei santuari del territorio prenestino. Da corredi funebri provengono specchi e ciste in bronzo, ornati da raffinate decorazioni incise e arricchiti da manici e piedi figurati a tutto tondo. Da uno dei più importanti santuari della città, quello di Ercole, provengono numerose terrecotte votive, che attestano un’intensa devozione popolare.

La sala al terzo piano ospita il grandioso mosaico nilotico policromo, raffigurante una veduta prospettica del paesaggio egiziano durante una inondazione del Nilo, realizzato da artisti alessandrini alla fine del II sec. a.C. Si tratta di uno dei più grandi e importanti mosaici ellenistici conservati, un capolavoro assoluto per composizione, gusto cromatico e ricchezza di dettagli. Il percorso museale è completato al piano terra dal Criptoportico, la galleria voltata che corre sotto le gradinate della cavea del Santuario. L’ambiente, realizzato in opera incerta e originariamente rivestito di stucchi, ospita sculture e documenti epigrafici provenienti dalla città e dal territorio.

IL SANTUARIO DELLA FORTUNA PRIMIGENIA

Nell’area archeologica antistante il Museo si possono ammirare gli imponenti resti del Santuario della Fortuna Primigenia, strutturato in una serie di terrazze artificiali collegate da rampe e scalinate, costruito alla fine del II sec. a.C. sul pendio del Monte Ginestro.

Il Santuario, fra i maggiori esempi dell’architettura ellenistica in Italia e ispirato ai complessi monumentali scenografici dell’Egeo orientale, era dedicato a Fortuna Primigenia, divinità oracolare venerata anche come dea madre.

Qui giungevano pellegrini che chiedevano responsi alla dea attraverso l’estrazione delle sortes (tavolette di legno incise) e madri che invocavano fecondità. Le cerimonie connesse dovevano svolgersi probabilmente intorno all’altare e al pozzo che si trovano nella Terrazza degli Emicicli, una delle più scenografiche di tutto il complesso sacro. Dall’ampia Terrazza della Cortina, posta al livello superiore, in antico circondata su tre lati da portici corinzi, si ammira il prospetto della cavea teatrale, dove i fedeli assistevano a rappresentazioni sacre. Alla sommità del Santuario svettava il tempio circolare che doveva ospitare la statua di culto di Fortuna in bronzo dorato (Testi: cultura.gov.it)

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