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Dopo i cinghiali la Lega mette nel mirino anche i lupi: il braccio di ferro sui territori

a cura della redazione

 

Il governo mette nel mirino i lupi. Dopo l’emendamento FdI alla manovra che apre alla possibilità di abbattimenti di fauna selvatica in città, nella notte della fiducia alla legge di bilancio è stato approvato un ordine del giorno presentato dalla Lega per ‘declassare’ lo status dei lupi.

Ora il governo è impegnato “ad adottare iniziative affinché il lupo sia declassato da specie ‘protetta prioritarià a specie ‘protetta’”. Il tutto “nella direzione di un Piano Nazionale di Gestione del Lupo che tuteli la specie ma anche i comparti agrosilvopastorali”.

A segnalare l’iniziativa, i Verdi, con il loro co-portavoce Angelo Bonelli che tuona: “Vergogna!”. “Vogliono gli abbattimenti selettivi anche per i lupi. Ora si spiega perché nell’emendamento in finanziaria hanno scritto in modo generico fauna selvatica!!!”. “E non ci vengano a dire che è per favorire agricoltori e allevatori perché il lupo è l’unico predatore dei cinghiali. La maggioranza è ostaggio della lobby dei cacciatori”, continua Bonelli.

Il provvedimento coinvolge anche il territorio dei Monti Prenestini dove il lupo finalmente è tornato ormai da diversi anni. Nei giorni scorsi sui social si è tornato a parlare anche di presunti bocconi avvelenati ritrovati tra Capranica e Rocca di Cave, un caso che lascia pensare a un braccio di ferro con gli allevatori della zona.

Sull’orlo dell’estinzione, il lupo fu considerato specie protetta per la prima volta nel 1971, con il Decreto Ministeriale Natali, che ne vietò la caccia e l’uso di bocconi avvelenati. Poi nel 1976 il lupo divenne specie integralmente protetta (Decreto Ministeriale Marcora).