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Elezioni ai Monti Prenestini, vince la linea della continuità. Sarà ballottaggio a Palestrina

Se alle Europee ha stravinto la Lega, alle comunali ha prevalso la linea della continuità nei Monti Prenestini. Riconfermati con larghe percentuali i sindaci di Castel San Pietro Romano (94%), Capranica Prenestina (85%), Pisoniano (93%), San Vito Romano (73%) e Cave (79%). Nell’ordine Gianpaolo Nardi, Francesco Colagrossi, Enzo Aureli, Maurizio Pasquali e Angelo Lupi sono stati premiati dai cittadini per il secondo mandato consecutivo.

Linea di continuità anche a Genazzano dove la coalizione di centrosinistra, che guida ormai la città dal Dopoguerra, ha portato al trionfo Alessandro Cefaro con circa 200 voti di scarto sull’altro medico Antonello Brigida.

Sarà invece ballottaggio a Palestrina dove l’exploit del partito di Salvini si è fatta sentire anche sul dato delle Amministrative. Saranno Manuel Magliocchetti (centrosinistra) e Mario Moretti (Lega) a contendersi il ruolo di sindaco della città.

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Alle 17,30 quando non sono ancora concluse le operazioni di scrutinio, si registra per l’ex vicesindaco una percentuale vicina al 41%, fermo invece al 27% la Lega. Sono quattordici punti di distacco, che rimandano la sfida al secondo turno.

Il ballottaggio è previsto per il 9 giugno. Sarà un’altra partita, dove peseranno forse i giochi delle nuove alleanze ma anche la scelta sulla persona.

Alle Europee la Lega ha raggiunto lo storico risultato del 44,3%, doppiando i voti del Pd fermo al 17% e dei 5 Stelle (15%).
Rispetto alle scorse Europee a Palestrina il Pd è sceso dal 35% al 17%, mentre la Lega ha avuto un vero e proprio exploit passando dal’1,5% al 44,3. L’affluenza si è attestata sul 74,64%, pari a 12.900 voti espressi (6.300 maschi e 6.500 donne).

Come si vota al ballottaggio

A differenza del primo turno, in cui è consentito il voto disgiunto (ovvero è possibile barrare il nome di un sindaco e contemporaneamente una lista concorrente), il votante del ballottaggio ha soltanto un’opzione: barrare con una “x” il nome del candidato sindaco che intende eleggere. In ogni caso, viene considerata valida anche la scheda in cui appare la croce non sul nome ma sul simbolo di una o più liste collegate a quel candidato. Per questo principio il voto è valido anche se la “x” appare sia sul nome del candidato sindaco, sia sul simbolo di una o più liste collegate, perché si tratta di casi in cui non c’è nessuno dubbio su quale possa essere la volontà dell’elettore. Viene eletto sindaco il candidato che ottiene più voti.

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