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Elezioni Palestrina, risultati sindaco

Dalle 14 sono iniziate le operazioni di scrutinio per le elezioni comunali a Palestrina che vede di fronte Manuel Magliocchetti (coalizione di centrosinistra), Lorella Federici (coalizione vicina alla destra), Mario Moretti (Lega), Cristiana Polucci (Palestrina in Comune) e Federico Rosicarelli (Adesso noi Palestrina).

LEGGI LE PREFERENZE DELLE ELEZIONI COMUNALI DI PALESTRINA

LA CRONACA

Le prime proiezioni danno Magliocchetti avanti con una percentuale intorno al 42%, seguono Moretti e Federici, ma si procede a rilento.

Lo scrutinio prosegue con un testa avvincente, sezione dopo sezione, tra Magliocchetti e Moretti: si profila ormai il ballottaggio tra la lista del centrosinistra e la Lega.

Le operazioni dovrebbero richiedere almeno tre ore (come per le Europee), ma in questo caso ci sono in ballo diverse preferenze e, soprattutto, sarà “diverso” il confronto tra i rappresentanti di lista. Ieri le operazioni si sono svolte senza alcun intoppo, registrate solo alcune schede strappate o annullate.

Alle Europee la Lega ha raggiunto lo storico risultato del 44,3%, doppiando i voti del Pd fermo al 17% e dei 5 Stelle (15%).

Rispetto alle scorse Europee a Palestrina il Pd è sceso dal 35% al 17%, mentre la Lega ha avuto un vero e proprio exploit passando dal’1,5% al 44,3. L’affluenza si attestata sul 74,64%, pari a 12.900 voti espressi (6.300 maschi e 6.500 donne)

Sul fronte delle preferenze il Pd ha dimostrato però un radicamento maggiore sul territorio. A Palestrina David Sassoli ha fatto il pieno portando a casa 500 voti, gli elettori della Lega hanno invece preferito scrivere “Salvini” che ha totalizzato un dato superiore a 1700.

Elettori diversi e suggestioni differenti che ci dicono che forse la partita per le comunali è tutta un’altra storia.

IL PRIMO OUTLET DI OCCHIALI NEI MONTI PRENESTINI
LE REGOLE DELL’EVENTUALE BALLOTTAGGIO

È dal 1993 che, per le elezioni comunali nelle città con più di 15 mila abitanti, è previsto il ballottaggio tra i due candidati a sindaco che hanno ottenuto il maggior numero di voti al primo turno. Si tratta di un’ulteriore votazione che viene effettuata a due settimane dalla prima, ma soltanto se, nel corso di quest’ultima, nessuno dei due aspiranti alla poltrona di primo cittadino sia riuscito a ottenere il 50% +1 dei voti totali (in Sicilia la soglia per evitare il ballottaggio è del 40%).

Nei comuni con meno di 15 mila abitanti, invece, si vota in un unico turno e viene eletto sindaco il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti. Anche in questi paesi, però, è comunque possibile un ballottaggio nel caso in cui i due candidati più votati al primo turno abbiano ottenuto lo stesso e identico risultato elettorale. Si tratta di un’eventualità piuttosto rara, ma che si è già verificata in Italia. In questi casi, se la parità di voti si ripresenta anche al ballottaggio, risulta eletto il candidato più anziano.


Come si vota al ballottaggio


A differenza del primo turno, in cui è consentito il voto disgiunto (ovvero è possibile barrare il nome di un sindaco e contemporaneamente una lista concorrente), il votante del ballottaggio ha soltanto un’opzione: barrare con una “x” il nome del candidato sindaco che intende eleggere. In ogni caso, viene considerata valida anche la scheda in cui appare la croce non sul nome ma sul simbolo di una o più liste collegate a quel candidato. Per questo principio il voto è valido anche se la “x” appare sia sul nome del candidato sindaco, sia sul simbolo di una o più liste collegate, perché si tratta di casi in cui non c’è nessuno dubbio su quale possa essere la volontà dell’elettore. Viene eletto sindaco il candidato che ottiene più voti.

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