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“Emanuele era sano”. I risultati dell’autopsia sul corpo del giovane di Cave e la ricostruzione


Un evento ancora inspiegabile: le indagini continueranno


Pericardite, miocardite, coagulopatia intravascolare disseminata. Queste in successione secondo l’autopsia le complicazioni da Coronavirus sul corpo di Emanuele, il giovane di 34 anni originario di Cave deceduto all’ospedale di Tor Vergata.

Secondo i referti effettuati allo Spallanzani Emanuele era sano, come ribadito da alcuni conoscenti a Monti Prenestini e dallo stesso padre al Corriere della Sera. Il 34enne, uno dei responsabili del call center Youtility, non aveva nessuna patologia pregressa.

La morte del ragazzo, come spiega Stefano Andreoni, virologo del Tor Vergata, è tra quelle ” inattese” .

“In letteratura – spiega il primario, senza nascondere l’amarezza – sono già presenti casi in cui l’autopsia non ha evidenziato la presenza di morbosità pregresse. Parliamo quindi della morte di un giovane sano, venuto a mancare nonostante siano stati applicati tutti i trattamenti a disposizione. È una nostra sconfitta, dovuta alle armi che abbiamo ora. Aiutano, ma non sono sicuramente vincenti e questo caso ne è la dimostrazione. La ricerca ci deve dare qualcosa in più”.