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Emergenza Covid, Comuni in sofferenza: tra comunicazioni in ritardo, caos rifiuti e costi in aumento


L’emergenza vista dal punto di vista dei sindaci: cosa sta accadendo

Sono ore di grande scompiglio, anzitutto negli ospedali e negli studi medici di famiglia dove gli operatori gestiscono come possono le infinite chiamate e richieste di aiuto. Ma l’emergenza Coronavirus di queste ore si misura anche dalla sofferenza dei Comuni nell’organizzazione dei servizi.

Anzitutto perchè le comunicazioni dell’Asl sui nuovi positivi e il bilancio delle quarantene non arrivano o sono clamorosamente in ritardo. Oggi ad esempio il sindaco di Labico ha denunciato di aver conosciuto dall’Asl il nome di un positivo di cui è a a conoscenza da dieci giorni. E tutti gli altri? Come si fa in questo modo a gestire l’emergenza quotidiana e il tracciamento dei singoli casi? Interrogativi posti in una lettera inviata due giorni fa alla direzione generale e nell’ultima riunione in teleconferenza alla presenza di tutti gli amministratori locali e del consigliere Rodolfo Lena.

Ma la vera emergenza si misura nei servizi. A partire dai rifiuti. Perchè, se ci sono questi ritardi nelle comunicazioni come si fa a gestire in maniera oculata il servizio? Oggi i sindacati hanno registrato contagi in crescita nella sede dell’Ama. E così è per tutte le società dei rifiuti della provincia. Chi è in quarantena obbligatoria oppure è positivo deve sospendere la differenziata e conferire i rifiuti indistintamente dentro un unico contenitore, rivestendo l’indifferenziato con due o più sacchi. Questa per il momento è l’indicazione generale per contenere il più possibile i contatti.

È un problema di organizzazione e allora i sindaci si attrezzano come possono disponendo una mail personale per le comunicazioni dirette per la segnalazione dei positivi e per la gestione di tutte le necessità. A muoversi per primo è stato il sindaco di Colleferro e sulla base del suo esempio altri amministratori stanno seguendo questa strada di gestione fai da te dell’emergenza.

Al momento dove non si può arrivare è sul fronte dei costi, perchè tutto sta aumentando e il personale è sempre meno. Solo per fare un esempio per la gestione delle mense scolastiche le Amministrazioni comunali hanno registrato fino al 100% di aumenti per l’acquisto di nuovi kit (per chi mangia in classe) o per il reclutamento di nuovo personale nelle continue emergenze.

È il lato forse più nascosto di questa nuova ondata ormai alle porte che vede in prima fila tutte le Istituzioni nel fare doverosamente il loro lavoro verso i cittadini.

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