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Esalazioni da monossido, grave lo scrittore Massimo Manfreddi


Ospite a Zagarolo, è ricoverato grave in ospedale. Solidarietà dalle Istituzioni locali

Valerio Massimo Manfredi e’ ricoverato in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Grosseto. Le sue condizioni di salute sarebero critiche. Lo scrittore e’ stato soccorso in un appartaento a Roma per intossicazione da monossido di carbonio.
Con lui c’era Antonella Prenner, anche lei scrittrice.

Lo scrittore era stato ospite tre giorni fa a Zagarolo nell’ambito della rassegna “In ascolto nei Prenestini” in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Prenestino. Solidarietà anche dalla Comunità Montana.

LE INDAGINI

Sara’ depositata nelle prossime ore in procura a Roma la prima informativa delle forze dell’ordine sulla vicenda di Massimo Manfredi e Antonella Prenner, rimasti intossicati da monossido di carbonio ieri sera in un appartamento di un palazzo di via dei Vascellari 71, nel quartiere romano di Trastevere. Sono in corso in questi minuti i rilevamenti dei vigili del fuoco e, una volta ultimati, i risultati saranno depositati ai magistrati insieme alle acquisizioni eseguite ieri dalla polizia. Le indagini sono in corso.

Secondo quanto si apprende a piazzale Clodio, si aspetta la prima informativa delle forze dell’ordine per aprire formalmente l’indagine. L’appartamento accanto a quello di Manfredi e’ stato posto sotto sequestro per motivi di sicurezza. Al momento, la pista più accreditata e’ quella della fuga di monossido di carbonio da una caldaia.

LE CONDIZIONI

I familiari dello scrittore Valerio Massimo Manfredi, ricoverato da ieri sera all’ospedale di Grosseto in seguito ad una intossicazione dovuta al monossido di carbonio respirato nella propria abitazione di Roma, hanno richiesto la massima riservatezza sul suo stato di salute.
L’ospedale toscano ha pertanto disposto che fino a nuova indicazione non saranno diramati bollettini ufficiali sulle sue condizioni. Manfredi e’ attualmente ricoverato in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva dell’unita’ operativa complessa dell’ospedale Misericordia di Grosseto.

L’ESPERTO

Lo scrittore Valerio Massimo Manfredi e’ stato trasferito da Roma al centro iperbarico di Grosseto perche’ “con tutta probabilita’ nelle camere di ossigenoterapia del policlinico Umberto I Roma non c’era posto”. Lo afferma all’AGI il presidente della Societa’ italiana di medicina subacquea e iperbarica (Simsi), Gerardo Bosco, secondo cui e’ necessario “lavorare per evitare i lunghi trasferimenti dal luogo dell’incidente”. E per farlo bisogna “incrementare l’offerta di centri iperbarici in strutture ospedaliere pubbliche, in grado quindi di trattare le emergenze“.
Dal censimento appena effettuato dalla Simsi, emerge che in Italia ci sono all’incirca 65 centri iperbarici, compresi quelli stagionali sulle piccole isole (Ustica, Favignana, Lampedusa, Elba). A Roma, ce ne sono due: L’Umberto I e il Centro iperbarico romano, ma solo il primo fa parte del Ssn e in totale “ha due stanze entrambe da 10 posti. Una accoglie le emergenze e l’altra i casi ospedalieri”. Quanto al numero complessivo dei centri italiani, il dato “comprende sia i centri pubblici che quelli privati, con un rapporto di 40 a 60”. Va da se’ che le emergenze vengono trattate nelle camere iperbariche ospedaliere.
Di solito – commenta Bosco – quando non viene trattato nel centro piu’ vicino e’ perche’ e’ chiusa momentaneamente per ristrutturazione o perche’ e’ occupata”. Parliamo di “stanze multiposto, da 10, 12 letti. All’estero ci sono anche camere monoposto, ma in Italia no, e’ cosi’ dal ’97”.

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